Acufeni: cosa sono e da dove vengono?

I SINTOMI DA IDROPE

Acufeni: cosa sono e da dove vengono?

La definizione corretta di acufene è: percezione acustica non prodotta da alcuna sorgente sonora né esterna né interna al nostro corpo.

In questa pagina, con l’aiuto di un video, vi spiegherò cosa sono i “veri” acufeni e da dove originano, con qualche informazione anche sulla percezione del battito cardiaco nell’orecchio (nota come acufene pulsante, ma acufene non è) e su altri rumori oggettivi non definibili acufene.




Se siete entrati nel sito direttamente in questa pagina vi consiglio di leggere e apprendere in modo progressivo con l’esplorazione guidata partendo dalle basi per poi passare alla diagnosi, ai sintomi e infine alla terapia.

In questa pagina:


Se non capiscono cosa sono gli acufeni, come possono curarli?

Se avete già letto da qualche parte qualche definizione di acufene troverete che mancano sempre alcune parole rispetto alla mia definizione appena letta, e che da quasi tutti è definito acufene una… percezione acustica non prodotta da alcuna sorgente sonora né interna né esterna al nostro corpo. In quelle poche parole omesse sta una differenza incredibile che è uno dei primi ostacoli alla comprensione di cosa siano gli acufeni. Non si possono definire allo stesso modo due cose completamente diverse riunendole nello stesso termine e cercare un’origine comune. E se nemmeno sanno cosa sono e da dove vengono come possono trattarli?


Cosa sono e da dove vengono i “veri” acufeni? 

Cominciamo col dire cosa gli acufeni non sono, nonostante qualunque cosa possa esservi stata raccontata.

  • Gli acufeni non sono percezioni immaginate dal paziente o create dalla sua mente, ma qualcosa di realmente generato all’interno dell’apparato uditivo. In teoria, sebbene io non abbia alcuna esperienza diretta per confermarlo o negarlo, qualcuno sostiene che sia perfino possibile registrarne la presenza con specifici esami che mostrerebbero una persistente attivazione della corteccia cerebrale. Ma nella pratica clinica non esiste alcun modo per “dimostrare” un acufene (motivo per cui non si può emettere un certificato medico affermando che il paziente ha acufeni o soffre di acufeni).
  • Gli acufeni non sono mai percezioni organizzate tipo musica, parole, canzoni. Quelle vengono definite allucinazioni uditive, sono qualcosa di completamente diverso e sono prodotte dalla corteccia cerebrale, che non è mai, al contrario, in grado di produrre un acufene.
  • L’acufene non è vero rumore e non è prodotto da alcuna sorgente sonora. Viene percepito come “rumore” poiché quel segnale giunge all’area acustica della corteccia cerebrale, esattamente allo stesso modo in cui arrivano le normali percezioni uditive. Ma inserendo un microfono in testa non potremmo mai registrare alcun rumore, poiché non c’è alcun rumore, ma solo segnali bioelettrici.
  • L’acufene non è mai un segnale intermittente. Rumori intermittenti come il battito del cuore, o crepitii, scricchiolii, vibrazioni, o tipo codice Morse per capirci, non sono mai acufeni ma veri e propri rumori prodotti da una sorgente sonora all’interno del nostro corpo. Anche se… (ve ne parlerò alla fine a proposito dei “non acufeni”, per non generare confusione nella lettura).
  • L’acufene non è mai sintomo di una malattia pericolosa, di un tumore cerebrale o simili. La più pericolosa patologia capace di creare un acufene (ovviamente da un solo lato) è il neurinoma dell’acustico, raro tumore benigno e operabile, che potrebbe anche non essere la causa dell’acufene seppur presente e a che a volte si può perfino lasciare lì verificando l’eventuale tendenza alla crescita. Non esiste alcuna necessità di eventuali accertamenti, oltre alla risonanza magnetica per il neurinoma dove indicata, per escludere altra patologia pericolosa come causa semplicemente perché non ne esistono.
  • L’acufene non è mai espressione di una patologia dell’orecchio a evoluzione certa. Possono ovviamente comparire altri sintomi in futuro o essere già presenti ma si può avere acufeni per tutta la vita e sentirci benissimo e non avere mai vertigini o altro.
  • L’acufene non è una malattia psichiatrica, nonostante sia nettamente aggravato da ansia e fattori psicologici, e non porta mai al suicidio. Ovviamente avere un acufene non esclude che una persona possa avere anche una concomitante patologia psichiatrica che non genera come unica causa l’acufene e non viene generata solo dall’acufene e che potrebbe arrivare al suicidio per la malattia psichiatrica, non per l’acufene!

Capito cosa un acufene non è diventa più facile comprendere cosa sia e da dove venga.

L’acufene è un segnale bioelettrico (l’unico tipo di segnale che il nostro cervello può ricevere), percepito come rumore dalla corteccia cerebrale alla quale il segnale arriva, e prodotto nell’unica parte del nostro corpo capace di produrre segnali bioelettrici destinati alla area acustica della corteccia cerebrale, ovvero nell’orecchio interno o al limite dal nervo acustico o, in teoria, non essendo mai stato provato, anche da neuroni delle vie uditive centrali, ma comunque sempre nell’ apparato uditivo a mai al di fuori di questo.

Cause degli acufeni

Il primo segnale bioelettrico nella funzione uditiva si genera nell’orecchio interno, nella coclea, a livello dell’interfaccia (sinapsi) tra le cellule ciliate cocleari (delle quali avete una bella foto come sfondo a inizio pagina) e le fibre del nervo acustico, in seguito allo stimolo meccanico proveniente dai liquidi dell’orecchio interno, che trasmettono le onde sonore captate dall’orecchio esterno e amplificate dall’orecchio medio (timpano e ossicini).

Acufeni e cellule ciliate

Tutto quel che c’è a monte dell’orecchio interno è pura meccanica senza alcuna attività bioelettrica e non può quindi essere sede di produzione dell’acufene. Delle tre parti dell’orecchio, solo l’orecchio interno può produrre acufeni.

I “veri” acufeni hanno la caratteristica di essere percepiti come rumori di tipo continuo (ovvero non intermittenti o pulsanti) con ogni possibile varietà di tipo (fischio, ronzio, fruscio, sibilo, rombo ecc…), frequenza (acuto o grave) e localizzazione (da un lato solo, nei due lati, diffuso in testa).

Per comprendere meglio cosa siano davvero gli acufeni e da dove vengano vi consiglio di guardare questo mio video di quasi 30 minuti (del 2011 ma sempre attuale) dove vi spiego l’argomento in modo molto… particolare, ripassando anche i concetti base di come funziona l’apparato uditivo, senza i quali non è possibile capire gli acufeni.


Acufeni e idrope

Fino a prova contraria ogni acufene, fluttuante o meno, è potenzialmente da idrope e potenzialmente curabile, quasi sempre se l’acufene è variabile o fluttuante o almeno relativamente alla sua quota variabile e fluttuante e nella maggior parte dei casi anche se è stazionario, costante, fisso, non variabile, con una adeguata, reale, terapia contro l’idrope. Ma certamente non con le molte “false terapie” generalmente proposte, dalle vitamine agli integratori, ai farmaci per la microcircolazione, fino a terapie costose che prevedono l’acquisto di dispositivi vari. Delle terapie “truffa” o comunque del tutto inutili parlerò più avanti, nella sezione dedicata alla terapia.

L’ipotesi più verosimile (ma non dimostrabile) circa il meccanismo con il quale l’idrope può creare l’acufene è il piegamento delle ciglia delle cellule ciliate esercitato dall’idrope. In questo modo si verrebbe a creare la produzione di un segnale a livello delle cellule ciliate, esattamente come avviene in condizioni fisiologiche in presenza di una corrispondente stimolazione esterna. Ovvero le cellule, fanno quanto loro viene chiesto di fare e quale che sanno fare: se il liquido fa piegare le ciglia delle cellule, le cellule inviano un segnale al cervello lungo il nervo acustico. E se la pressione persiste, persiste l’acufene. Solo che qui manca la stimolazione fisiologica e lo stimolo meccanico dai liquidi è dovuto al loro aumento e non a stimolo esterno.

L’acufene da idrope può essere incostante o d’intensità variabile direttamente in rapporto alla quantità di liquido presente a seconda delle scariche di produzione (stimolate probabilmente dall’ADH in relazione allo stress) e dal funzionamento del meccanismo di riassorbimento. In questi casi (acufene fluttuante) l’idrope è anzi l’unico meccanismo possibile, il che rende tutti gli acufeni non sempre presenti praticamente quasi sempre trattabili con successo. Ma anche acufeni fissi e stazionari non variabili  (o solo in parte) dipendono nella maggior parte dei casi dall’idrope e dalla pressione in eccesso costantemente presente, sebbene in questi casi non sia possibile escludere a priori danni permanenti. 

Acufeni fluttuanti e costanti


Non esiste alcun parametro che permetta di escludere il ruolo dell’idrope come causa di acufene e di affermare, o anche solo sospettare, che ci siano danni permanenti irreversibili in nessun paziente.

  • Non la mancanza di variabilità o fluttuazioni visto che anche un acufene non variabile può benissimo essere da idrope e curabile.
  • Non le sue caratteristiche come tipo di segnale (fischio, ronzio, fruscio ecc…) o la sua frequenza (acuto o grave).
  • Non le modalità di comparsa, a esordio improvviso o lentamente progressivo.
  • Non in caso di acufene bilaterale la percezione nelle orecchie (in stereofonia) o in testa (in mono).
  • Non la causa presunta o l’associazione con eventi specifici, ad esempio trauma acustico o assunzione di farmaci.
  • Non la presenza contemporanea di problemi di udito (ipoacusia) e meno che mai alterazioni riscontrate nell’esame audiometrico o al contrario la sua perfetta normalità.
  • Non hanno inoltre alcun significato in senso diagnostico e di possibile efficacia della terapia, età, sesso, ereditarietà o altre patologie.
  • E nemmeno il tempo trascorso dall’esordio (il mio record attuale di scomparsa totale di un acufene fisso con terapia dopo 10 giorni appena è di 28 anni e mezzo!).
  • Ma soprattutto, non è affatto vero che debbano esserci necessariamente altri sintomi quali vertigini e/o fullness perché un acufene possa essere da idrope. La maggior parte dei pazienti con acufene da idrope certo ci sentono benissimo e non hanno vertigini che peraltro potrebbero essere comparse transitoriamente in passato senza che vi sia stata mai spiegata la connessione o che potrebbero comparire in futuro, perché i sintomi da idrope possono modificarsi nel tempo.

Ogni acufene può essere da idrope e trattabile con la terapia contro l’idrope. E anche in caso di fallimento della terapia questo permette di dire che l’ultima versione aggiornata della terapia proposta dal Dott. La Torre, sempre che abbiate davvero fatto tutto quanto si può fare e fatto bene come prescritto, il che non è la regola, non ha funzionato, e non che allora ci debbano essere sicuramente danni permanenti.

Attualmente, dal punto di vista generale dei risultati, siamo intorno al 80% di raggiungimento di beneficio sufficiente (ovvero star bene senza necessità di ulteriore cura) e oltre il 90% se consideriamo anche miglioramenti evidenti ma non sufficienti, e la terapia è in continua evoluzione. Non mi pare tanto male per un disturbo considerato, prima che io oltre vent’anni fa decidessi di occuparmene e prima che si ideassero molte truffe solo per specularci sopra, come “la tomba dell’otorino“.

La modulazione somatica dell’acufene

Prima di passare a discutere degli altri tipi di percezioni acustiche che non sono veri acufeni devo però accennare a qualcosa che non è ancora chiaro e sul quale ho dei progetti di ricerca in corso. È un dato certo che nonostante l’acufene venga dall’orecchio e dall’apparato uditivo molti pazienti sono in grado di modificare l’acufene in aumento o diminuzione toccando determinati punti “trigger” della testa e del collo o facendo movimenti con la mandibola o con gli occhi, nonostante queste non siano e non possano mai essere per quanto spiegato sopra, le sedi di origine primarie dell’acufene. Per ora è pura teoria da confermare ma qualcuno ha ipotizzato che esistano delle connessioni somatiche con l’apparato uditivo ma non con l’orecchio, bensì con le vie uditive centrali. Ve ne parlo in questo breve video.


I “non acufeni”

Come abbiamo già chiarito, non tutte le percezioni di rumore prodotte all’interno del nostro corpo sono acufeni. Qualcuno li definisce acufeni oggettivi, basandosi sull’assurdo criterio di essere percepibili anche dal medico che vi visita, il che è più l’eccezione che la regola. Io ho sempre preferito definirli come rumori intra- o extra-auricolari, ovvero prodotti all’interno dell’orecchio o al di fuori dell’orecchio o con linguaggio più semplice come “non acufeni


L’acufene pulsante non è un acufene!

Spesso i pazienti riferiscono anche la percezione nell’orecchio del proprio battito cardiaco (in associazione ad altri sintomi da idrope o quale disturbo isolato) ma quello è un vero rumore e non un acufene (sebbene per abitudine lo si definisca “acufene pulsante“), percepito con l’orecchio e non creatosi dentro l’orecchio e non quindi un sintomo da “idrope dell’orecchio”. Non esistono vasi sanguigni pulsanti nell’orecchio interno!

Nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno occasionale, sperimentato prima o poi dalla maggior parte delle persone (me compreso!), che non dà alcun problema e non deve preoccupare in alcun modo. Ma quando è frequente, costante o fastidioso diventa necessaria una cura.

Nonostante questo sintomo non venga dall’orecchio interno e quindi nemmeno dai liquidi dell’orecchio interno, propongo in questo caso, e con notevole successo, la stessa terapia che propongo per l’idrope. Alcune mie ricerche effettuate anni fa, infatti, e il riscontro dei risultati stessi della terapia portano a credere che anche l’acufene pulsante (che acufene non è, va ribadito, essendo un vero e proprio rumore prodotto da una sorgente sonora e percepito come tale dall’orecchio) sia dovuto ad aumento della pressione dei liquidi. Ma non dei liquidi dell’orecchio, quanto di quelli cerebrali ed endocranici (ipertensione endocranica benigna, che è qualcosa di ben diverso e molto più frequente e meno grave di quanto ritengano molti medici, quelli che sanno cosa sia, almeno), anch’essi però sotto il controllo dell’ormone antidiuretico (ADH), il che spiegherebbe l’efficacia della terapia contro l’idrope, nella maggior parte dei pazienti trattati, anche per questo disturbo.

Solo quando la percezione del battito cardiaco si presenta assolutamente costante e invariabile in ogni posizione, sempre uguale (a parte ovviamente la variazione della frequenza cardiaca), è consigliabile effettuare una risonanza magnetica angiografica della testa e del collo. Ma nella pratica, pur non potendo affermare che non esistano, non ho finora mai trovato, pur avendo seguito negli anni tanti pazienti con questo sintomo, alcuna malformazione vascolare, aneurisma o tumore vascolare o altre presunte “cause patologiche” di pulsazione.


I veri rumori con caratteristiche intermittenti non sono acufeni

Anche altri veri rumori realmente prodotti in modo meccanico nell’orecchio medio o in prossimità dell’orecchio come vibrazioni, crepitii, ecc… non sono “acufeni”.

In molti casi si tratta solo di disturbi banali e sporadici che non richiedono alcuna terapia e che non hanno alcun significato patologico, ma altre volte sono frequenti e fastidiosi. E spesso non sappiamo trattarli perché ancora non ne capiamo bene l’origine.

Molte ipotesi sono state fatte: spasmi dei piccoli muscoli dell’orecchio medio, rumori dall’articolazione temporomandibolare, che in questo caso forse qualcosa c’entra, ma che certamente non può produrre veri acufeni “bioelettrici”, o rumori di origine tubarica (dalla tuba di Eustachio). Sebbene in pazienti che presentano anche questi disturbi la terapia contro l’idrope sia a volte efficace anche su questi, il risultato potrebbe essere solo dovuto ai neurofarmaci o forse ad altro che non capiamo. Esistono però delle ipotesi su una possibile relazione tra idrope e contrazioni spastiche dei muscoli dell’orecchio medio (muscolo stapedio e muscolo tensore del timpano) che potrebbero giustificare la frequente associazione anche di questi rumori oggettivi “non veri acufeni” in pazienti con altri sintomi da idrope. È uno dei miei attuali settori primari di ricerca clinica perché sono convinto anche io che qualche relazione tra muscoli dell’orecchio medio e idrope possa esistere.


Il caso particolare del possibile acufene da spasmo del tensor tympani e del conflitto neuro-vascolare.

Ricordate che molte righe fa affermando che i rumori intermittenti sono veri rumori realmente prodotti da una sorgente sonora ho aggiunto un anche se… ? Ci sono infatti due situazioni, per le quali però non abbiamo nemmeno la conferma che esistano e possano davvero generare un acufene, che potrebbero costituire eccezione alla definizione di acufene come segnale continuo non intermittente.

Qui entriamo nel campo della ricerca pure e delle ipotesi (mie e solo mie che pare che non ci sia molto sforzo a pensare da parte della maggior parte dei miei colleghi) ma penso sia interessante conoscere anche questo.

Lo spasmo del tensor tympani

Eventuali spasmi del muscolo (in particolare in questo caso forse il tensore del timpano) potrebbero infatti, e se avete capito come funzionano l’orecchio e l’udito potete capire cosa voglio dire, trasmettere uno stimolo meccanico ai liquidi dell’orecchio interno, che a quel punto pur in assenza di idrope, farebbero quel che sono tenuti a fare, ovvero stimolerebbero le cellule ciliate a produrre segnale bioelettrico. Ne deriverebbe una percezione acustica non creata in effetti da alcuna sorgente sonora né da uno stimolo fisiologico e quindi un “acufene”, ma intermittente e non di tipo continuo, portando quindi una eccezione alla regola generale che un acufene bioelettrico non generato da una vera sorgente sonora debba essere necessariamente un segnale continuo. Il problema è che non abbiamo nessuna certezza sul fatto che questi presunti spasmi possano davvero generare acufene. E’ qualcosa che sto studiando.

Il conflitto neuro-vascolare

Ancora più al livello di pura ipotesi e di puro ragionamento è il caso del cosiddetto conflitto neuro-vascolare al quale accennerò brevemente. Esistono alcune situazioni dove con quasi assoluta certezza (provata dall’efficacia di specifici interventi) il meccanismo che genera il sintomo si può attribuire ad anomali contatti tra un vaso sanguigno (arteria) e un nervo, lo spasmo emifacciale (movimenti involontari di metà faccia) e la nevralgia del trigemino. Poi qualcuno ha tentato di estrapolare il ruolo di un conflitto neuro-vascolare a tutto, inclusi acufeni e vertigini, ma senza alcuna conferma.

Ma lo spasmo emifacciale (da conflitto provato in questo caso) corrisponde proprio a una stimolazione intermittente e non a una contrazione continuativa dei muscoli facciali, così come la nevralgia del trigemino dà singole scariche elettriche dolorose e non dolore continuativo. Se, e ripeto se, un conflitto tra vaso e nervo acustico potesse davvero generare un acufene, è verosimile credere che sarebbe intermittente, per stimolazione del nervo, anche quello, nonostante sarebbe un vero acufene ovvero un segnale bioelettrico, e nonostante non ci sia alcuna vera sorgente di rumore. Ed ecco quindi la seconda possibile eccezione qualora venisse provato, e al momento non lo è, che un conflitto possa generare acufeni.



Per saperne ancora di più…

Se volete approfondire ulteriormente le vostre conoscenze su uno dei disturbi più maltrattati (in ogni senso) da parte di medici e specialisti, potete anche guardare la registrazione di una mia videoconferenza interattiva dove ho lasciato che fossero i pazienti stessi a decidere di cosa parlare proponendo domande (su cause e diagnosi ma anche sulla terapia) alle quali io poi ho cercato per quanto possibile di rispondere, allargando poi ad altri importanti argomenti relativi a diagnosi e terapia dell’idrope trattati in questo sito.


Nella prossima pagina

La prossima pagina nel percorso di esplorazione guidata è dedicata ai problemi di udito (ipoacusia e disacusia) alla quale seguiranno quelle sulla fullness e sulla iperacusia. Come sempre vi consiglio di visitare le varie pagine in modo progressivo, ma se non siete interessati a questo sintomo e avete almeno guardato la pagina generale su tutti i sintomi dell’orecchio e volete saltare questo argomento e le altre pagine relative ad altri sintomi e disturbi potete andare direttamente alla sezione successiva, quella sulla malattia o sindrome di Meniere o direttamente alla terapia utilizzando il menu presente in ogni pagina.

Se volete informazioni minime più sintetiche e non siete interessati a conoscere davvero tutto (peccato, ma posso capire), avete a disposizione la versione sintetica internazionale, nata per dare informazione anche ai pazienti che parlano altre lingue (nonostante questo sito abbia un sistema di traduzione automatica), ma utile anche per chi parla italiano, se volete solo sapere lo stretto indispensabile per decidere di fare terapia con me.

Per accedere direttamente a specifici argomenti, alle testimonianze dei pazienti, alle videoconferenze, al blog con articoli di approfondimento e altro ancora e a informazioni su di me o su come prenotare una consulenza, per contattarmi via WhatsApp o per collegarvi al mio profilo Facebook, potete utilizzare il menu in alto e i collegamenti presenti in fondo a ogni pagina. Il sito è interattivo con possibilità di commentare o fare domande in ogni pagina.

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Dott. Andrea la torre, specialista in otorinolaringoiatria per idrope e sintomi correlati

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