LE BASI PER CAPIRE L’IDROPE
Sintesi dei concetti da ricordare
In questa pagina avete un riassunto generale molto sintetico della sezione Le Basi, con i concetti fondamentali da ricordare.
Se siete entrati nel sito direttamente in questa pagina vi consiglio di leggere e apprendere in modo progressivo con l’esplorazione guidata partendo dalla home page e dalle basi per poi passare alla diagnosi, ai sintomi e infine alla terapia.
Cos’è l’idrope e quali sintomi può creare?
L’idrope è una condizione reversibile e curabile di aumento di volume e pressione dei liquidi dell’orecchio interno.
Si tratta di una situazione anatomo-patologica ben nota, e dimostrata da molti anni quale meccanismo alla base della malattia di Meniere. Le prime conferme dell’idrope quale base anatomo-patologica della malattia di Meniere risalgono al 1937.
La disfunzione idromeccanica, dovuta all’aumento di pressione che l’idrope esercita nell’orecchio interno, può causare numerosi sintomi e disturbi, in associazione o anche come sintomi isolati:
- Acufeni (percezione acustica di suono o rumore non prodotto da alcuna sorgente sonora)
- Problemi di udito (ipoacusia neurosensoriale, disacusia)
- Sensazione di orecchio chiuso (fullness)
- Fastidio per suoni e rumori esterni (iperacusia)
- Vertigini e disequilibrio soggettivo
- Chinetosi (mal di viaggio)
- Cadute improvvise
L’idrope può perfino non creare, pur se presente, alcun sintomo.
Tutti questi disturbi possono derivare solo da alterazioni a carico dell’orecchio interno o nervo acustico e, in teoria, nervo vestibolare o vie uditive centrali.
Quando un paziente presenta vertigini ricorrenti, acufeni, ipoacusia e fullness si parla di Malattia o Sindrome di Meniere, ma idrope e Meniere non sono assolutamente sinonimi.
Struttura e funzioni dell’orecchio
L’orecchio ha un duplice ruolo: la funzione uditiva e la funzione vestibolare (equilibrio).
È costituito da tre parti molto diverse tra loro: orecchio esterno, orecchio medio e orecchio interno.
- L’orecchio esterno e l’orecchio medio partecipano solo alla funzione uditiva.
- L’orecchio interno o labirinto è suddiviso in una parte anteriore, detta coclea, che partecipa alla funzione uditiva, e una parte posteriore, il labirinto posteriore, unica parte coinvolta nella funzione vestibolare.
- Nell’orecchio interno circolano due liquidi, l’endolinfa (liquido interno) e la perilinfa (liquido esterno). L’aumento di volume e pressione dell’endolinfa viene definito idrope endolinfatico, quello della perilinfa idrope perilinfatico o ipertensione perilinfatica.
- Le cellule ciliate cocleari e dei recettori vestibolari sono cellule perenni, ovvero cellule che non possono essere sostituite da nuove cellule, qualora subiscano un danno. Ogni danno a carico di questi recettori è irreversibile e permanente.
Funzione uditiva
Le onde sonore convogliate nel condotto uditivo (orecchio esterno) mettono in vibrazione la membrana del timpano e gli ossicini, martello, incudine e staffa (orecchio medio). L’ultimo degli ossicini, la staffa, trasmette la vibrazione ai liquidi dell’orecchio interno. Fino a qui è solo meccanica.
Nell’orecchio interno la vibrazione viene trasformata nella coclea in segnale bioelettrico, inviato al cervello attraverso il nervo acustico.
Funzione vestibolare
La parte posteriore dell’orecchio interno, detta labirinto posteriore, ha il compito d’informare il cervello circa i rapporti tra il nostro corpo e lo spazio circostante, per aggiustare automaticamente in modo adeguato posizione e rotazione degli occhi, e il tono muscolare per permettere il corretto equilibrio.
Il sistema vestibolare funziona come un computer, con un input (l’informazione che arriva dal labirinto posteriore), una elaborazione (nel sistema nervoso centrale), e un output (la risposta messa in atto dal cervello sui muscoli degli occhi e del corpo). L’unico input significativo arriva dai recettori del labirinto nell’orecchio interno. Vista e propriocezione (es. cervicale) hanno un ruolo minimo nella percezione cosciente di equilibrio.
I movimenti dell’endolinfa, liquido dell’orecchio interno, creati dalla rotazione nei tre assi della testa, modificano l’attività di base, aumentandola o riducendola, di determinati recettori, detti cupole dei canali semicircolari. Altri recettori, le macule del sacculo e dell’utricolo, rispondono a movimenti lineari e informano sulla posizione statica della testa.
Ormone antidiuretico (ADH) e idrope
L’ormone antidiuretico (ADH) è il principale regolatore dei fluidi corporei. La sua azione principale e più nota si svolge sul rene, dove determina riassorbimento dell’acqua in transito, preservando le riserve di liquido e riducendo la diuresi (da cui il nome antidiuretico), ma anche su molti altri organi, incluso l’orecchio interno.
L’ADH viene stimolato da carenza di acqua libera (bere poco) ed è anche uno dei principali ormoni da stress del nostro corpo.
L’ADH regola la quantità di liquidi nell’orecchio interno controllando alcuni canali proteici denominati aquaporine. A un maggior stimolo da parte dell’ADH corrisponde una maggior produzione e un minor riassorbimento di endolinfa nell’orecchio interno, con il risultato di un aumento complessivo, che se eccessivo diventa idrope.
È il bersaglio principale della terapia contro l’idrope da me ideata, che prevede proprio, come base della terapia stessa, di aumentare il carico idrico giornaliero e controllare lo stress e l’ansia.
L’ADH è anche in relazione con la pressione dei liquidi cerebrali (pressione endocranica).
Stress, ansia e idrope
Esiste una stretta relazione tra stress e idrope, che ci permette di considerare l’idrope come una condizione psicosomatica.
Il rapporto circolare tra stress, ADH, idrope, sintomi e ansia è fondamentale per comprendere perché, per trattare l’idrope, si debba anche curare anche l’ansia e agire sullo stress.
- Lo stress (psicologico e di altra natura) insieme a eventuali carenze di acqua libera (bere poco è fattore decisamente favorente l’idrope) determina scariche di ADH.
- L’ADH determina aumento dei liquidi (idrope).
- L’idrope può portare a sintomi.
- I sintomi generano ansia, amplificata dalle errate informazioni e anche dall’esito negativo di molte visite mediche.
- L’ansia a sua volta aumenta lo stress, con amplificazione e persistenza del circolo vizioso.
Lo stress può anche creare danni permanenti nell’orecchio anche senza idrope.
Adesso se volete potete effettuare il test di verifica dell’effettivo apprendimento dei concetti di questa sezione, o procedere con l’apprendimento guidato nella sezione La Diagnosi.
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Dott. Andrea La Torre
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