Idrope, Diagnosi, Sintomi, Cause | Sintesi

LA DIAGNOSI

Sintesi dei concetti da ricordare

In questa pagina avete un riassunto generale molto sintetico della sezione La Diagnosi, con i concetti fondamentali da ricordare.


Se siete entrati nel sito direttamente in questa pagina vi consiglio di leggere e apprendere in modo progressivo con l’esplorazione guidata partendo dalla home page e dalle basi per poi passare alla diagnosi, ai sintomi e infine alla terapia.

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Anatomia e fisiologia e ragionamento sono le basi fondamentali per la diagnosi

La diagnosi per acufeni, vertigini e altri disturbi dell’orecchio interno si basa sul ragionamento, partendo da basi di anatomia e fisiologia del corpo umano, più che sull’esame obiettivo (non è possibile visitare l’orecchio interno) o esami diagnostici.

Molti medici fanno affermazioni e diagnosi errate illogiche e incoerenti con le basi note di anatomia e fisiologia.


L’orecchio interno non può essere visitato in alcun modo

L’orecchio interno non può essere visitato in alcun modo da nessuno. E nemmeno le aree relative del sistema nervoso centrale o i nervi. Quel che lo specialista può visitare è solo il condotto uditivo esterno e la membrana del timpano

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Sede di origine dei disturbi

Veri acufeni, vertigini e disequilibrio soggettivo si originano nel complesso orecchio interno/nervi acustico e vestibolare e in teoria nelle vie e centri nervosi connessi.

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Solo nella coclea o nel nervo acustico, o al limite nelle vie uditive centrali si genera il segnale bioelettrico percepito come acufene.

Solo il labirinto posteriore (orecchio interno) può inviare l’informazione sbagliata che crea vertigine o disequilibrio soggettivo.


Idrope e Meniere non sono la stessa cosa

L’idrope è una condizione dell’orecchio interno che può portare a sintomi, mentre la sindrome di Meniere è una definizione data a un’associazione di sintomi creati dall’idrope.


Valutazione dei sintomi: idrope o danno permanente?

La diagnosi dei sintomi dell’orecchio interno si basa sulle caratteristiche dei sintomi stessi, ma non esiste alcun paziente in cui si possa escludere a priori l’idrope come causa dei suoi disturbi, e non esiste alcun modo di confermare eventuali danni permanenti nemmeno in caso di disturbi sempre presenti.


Vertigini ricorrenti, disequilibrio soggettivo e fullness non derivano mai da danni permanenti

Questi sintomi derivano sempre dall’idrope non potendo essere generati da danni permanenti di cellule ciliate della coclea o recettori vestibolari.


Tutti i disturbi fluttuanti, incostanti o variabili sono sempre causati dall’idrope, in parte o in tutto

Poiché le cellule ciliate cocleari se danneggiate non possono rigenerare spontaneamente o con terapia, acufeni e/o ipoacusia dell’orecchio interno non sempre presenti non possono essere dovuti a danni permanenti e in caso di variabilità non può esserlo di sicuro la quota variabile.

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Terapia per idrope come unica alternativa possibile

La terapia contro l’idrope è l’unica possibile, anche senza diagnosi certa, in quanto non esistono terapie per eventuali danni permanenti, comunque mai confermabili, né abbiamo attualmente terapie specifiche per altre eventuali ipotetiche cause di disfunzione reversibile (disfunzione elettrochimica, disfunzione sinaptica).


I sintomi si valutano individualmente

Nella valutazione dei sintomi dell’orecchio interno, non si devono mai associare i sintomi come sindrome, ma considerarli individualmente, perché potrebbero avere cause, sedi o meccanismi patologici differenti.


Acufeni, vertigini, problemi di udito non sono sintomi di patologie pericolose

Acufeni, vertigini ricorrente, disequilibrio soggettivo, ipoacusia o fullness non sono sintomi di patologie gravi o letali.

La patologia più “pericolosa”, e solo per acufene e/o ipoacusia da un solo lato, o differenti nei due lati, è un raro tumore benigno del nevo, il neurinoma, che si esclude con la risonanza magnetica.


Disturbo vs Malattia

La ragione per fare terapia per acufeni, vertigini o problemi di orecchio in generale, è curare un disturbo che disturba, e non curare una malattia pericolosa o certamente evolutiva.


Il concetto di causa

Una diagnosi completa dovrebbe rispondere a tre domande: DOVE? (l’organo responsabile), COSA? (la causa primaria), e COME? (in che modo si crea il disturbo).

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Siamo in grado di dire spesso da dove origina il disturbo, sulla base di anatomia e fisiologia, e a volte anche il meccanismo che crea il disturbo, ma la causa primaria alla base di tutto spesso non può essere individuata, sebbene sia probabile che ADH (e quindi stress e bere poco) possano anche “creare” l’idrope.


Errori logici nella ricerca delle cause

Non basta l’associazione cronologica per stabilire un rapporto causa-effetto.

I sintomi non creano altri sintomi. Sono le cause a creare i sintomi.


Diagnosi impossibili

Spesso la diagnosi è solo l’espressione del fatto che il medico non sa cosa dire e la costruisce su ciò che il paziente racconta o su ipotesi infondate.

In particolare i disturbi otoneurologici (acufene, vertigine ecc.) non vengono mai da cervicale, denti o articolazione temporo-mandibolare, naso o gola, circolazione o virus (almeno non per disturbi variabili), e nemmeno CoViD o vaccino.


Vantaggi della consulenza audiovideo

La consulenza in audiovideo, da me proposta dal 2011, comporta solo grandi vantaggi e nessun limite quando ci si occupa di acufeni, vertigini, e altri disturbi otoneurologici.


Ruolo degli esami strumentali e della diagnostica per immagini

Con la sola eccezione dell’esame audiometrico (spesso effettuato in modo errato) e dell’esame impedenzometrico, necessari per ipoacusia e fullness, e della risonanza magnetica in casi selezionati, tutta la complessa diagnostica strumentale non ha alcuna reale capacità di farci fare diagnosi di certezza o indicare la terapia più giusta, ma può ancora avere senso a scopo di ricerca se utilizzata in modo corretto, purché il paziente sia informato dell’effettivo limite degli esami diagnostici.

Trovare qualcosa, peraltro, non conferma che quella sia la causa.


Sintomi che non vengono dall’orecchio interno

  • Il prurito deriva solo dall’orecchio esterno e mai dall’orecchio interno o da idrope.
  • Il dolore all’orecchio (otalgia) non deriva mai dall’orecchio interno o da idrope, ma solo dall’orecchio esterno o medio o a volte da sedi esterne all’orecchio (otalgia riflessa) ma con dolore riferito all’orecchio.
  • La secrezione dall’orecchio (otorrea) non viene mai dall’orecchio interno ma solo da orecchio esterno (o in caso di perforazione del timpano anche da orecchio medio) e non è un sintomo da idrope.

Riduzione quantitativa dell’udito (ipoacusia)

Può derivare da orecchio esterno o medio (ipoacusia trasmissiva) o dall’orecchio interno o dal nervo acustico (ipoacusia neurosensoriale). Se da orecchio interno, può essere da idrope o danno permanente, o entrambi. Richiede esame audiometrico per distinguere l’ipoacusia trasmissiva dall’ipoacusia neurosensoriale.


Alterazione qualitativa dell’udito (disacusia)

Può derivare solo da alterazioni nell’orecchio interno o del nervo acustico o delle vie uditive centrali. L’esame audiometrico può essere normale.


Senso di orecchio chiuso o pressione (fullness)

Può derivare dall’orecchio esterno, medio o interno. Se l’esame impedenzometrico (timpanogramma) è normale, la causa è l’idrope.


Acufene (fischio, ronzio, fruscio, sibilo ecc.)

Un vero acufene non è vero rumore ma un segnale bioelettrico di tipo continuo, non intermittente, generato nella coclea o nel nervo acustico, o dalle vie uditive centrali, in assenza di qualunque sorgente sonora esterna o interna al corpo.

I veri rumori prodotti all’interno del nostro corpo (percezione del battito cardiaco, vibrazioni ecc.) non sono acufeni.


Pulsazione (percezione acustica del battito cardiaco)

Non è un acufene ma percezione di vero rumore e non viene creato nell’orecchio interno. Può essere associata a ipertensione endocranica (aumento della pressione dei liquidi cerebrali) che può determinare una stenosi di seni venosi responsabile della pulsazione. Può essere trattata con la terapia per idrope, includendo anche fleboclisi.

È necessaria una angio-RM se il disturbo è sempre presente e invariabile.


Rumori intermittenti

Non sono acufeni ma veri rumori. Spesso la causa esatta non è individuabile. Possono derivare da spasmi o contratture del muscoli dell’orecchio medio.


Fastidio per il rumore esterno (iperacusia)

Deriva da alterazioni dell’orecchio interno, o del nervo acustico o delle vie uditive centrali. Va distinta dalla fonofobia, che è psicogena.


Vertigine e disequilibrio soggettivo

La vera vertigine è una alterazione soggettiva non reale dei rapporti tra il corpo e lo spazio circostante. Le vere vertigini e il disequilibrio soggettivo (che non è vera mancanza di equilibrio) derivano sempre da alterazioni a livello del labirinto posteriore nell’orecchio interno. Le vertigini a crisi ricorrenti sono da idrope.

La vera instabilità con reale disequilibrio non è vertigine e può anche non derivare da orecchio interno.


Critica alle diagnosi più frequenti

Quasi tutte le diagnosi più frequenti fatte da altri specialisti sono di fatto o basate su criteri illogici, prive di reali connessioni con basi certe di anatomia e fisiologia umana, o forzate con la sola finalità di orientare il paziente verso terapie specifiche più redditizie per chi le propone.

Spesso sono diagnosi di esclusione create ex novo, basate solo sul mancato riscontro di alterazioni specifiche nell’orecchio interno, che non si trovano solo perché nemmeno cercate in modo corretto.


Adesso se volete potete effettuare il test di verifica dell’effettivo apprendimento dei concetti di questa sezione, o procedere con l’apprendimento guidato con dettagli sui sintomi e disturbi che vi interessano.


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Dott. Andrea La Torre

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