18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]

18. Cosa sono le vere vertigini?

La definizione tradizionale di vertigine, la vera vertigine, è falsa, illusoria, non reale percezione di movimento dell’ambiente rispetto al nostro corpo o del nostro corpo rispetto all’ambiente.

Per includere nella definizione di vertigine, visto il meccanismo fisiopatologico comune, anche il disequilibrio soggettivo con la sua componente statica, sensazione falsa di essere inclinati rispetto alla reale verticale posturale, che di fatto non corrisponde a illusione di “movimento“, io propongo di adottare una definizione differente più inclusiva e forse più efficace. 

Percezione cosciente di alterazione apparente, non reale, dei rapporti spaziali tra il corpo e l’ambiente circostante“.


Se siete entrati nel sito direttamente in questa pagina vi consiglio di leggere e apprendere in modo progressivo con l’esplorazione guidata partendo dalla home page e dalle basi per poi passare alla diagnosi, ai sintomi e infine alla terapia.

Ma guardate anche la pagina che offre più informazione


Premessa a questa pagina e alle successive pagine dedicate alle crisi ricorrenti di vertigini e al disequilibrio soggettivo.

Molto di quel che leggerete su vertigini e disequilibrio soggettivo, in questa pagina e nelle due pagine seguenti, è in aperto contrasto con quanto sostenuto praticamente da tutti gli specialisti, e in particolare dai cosiddetti esperti di vertigini, che riconoscono moltissime cause diverse e sedi diverse di vertigine, definendole tutte in modo diverso.

Per evidenziare questa errata frammentazione in molte cause e sindromi diverse che alla fine fa perdere di vista il vero obiettivo, la cura, ho ideato già da molto tempo il concetto di “imbuto delle sindromi vertiginose“.

idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]
O comunque disfunzione reversibile nell’orecchio interno

Io, in ogni pagina e per ogni sintomo o disturbo, applico quel ragionamento logico basato su anatomia e fisiologia che vi ho insegnato nella sezione generale dedicata alla diagnosi e che tutti i medici dovrebbero già conoscere e saper applicare.

idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]

Preparatevi quindi a una visione e un’esposizione dell’argomento decisamente in contrasto con quella che potreste sentire da altri medici che continuano a perdersi nel labirinto delle vertigini (gioco di parole voluto!) e a cercare risposte, ma senza trovarle mai o, peggio, trovandole sbagliate, credendo di averle trovate, facendo poi affermazioni e diagnosi che stuprano anatomia e fisiologia e prive di qualunque logica.

In questa e nelle prossime due pagine, vi porterò a capire come, partendo dalle corrette definizioni e da solide basi di anatomia e fisiologia e applicando il ragionamento, si può concludere che:

Al momento la condizione più nota di disfunzione reversibile dell’orecchio interno è quella creata dall’idrope endolinfatico, ma ci potrebbero essere altri meccanismi, almeno in ipotesi, possibili.


Cos’è la vera vertigine e cosa non è?

Uno dei misteri più incredibili che non riesco proprio, e forse non riuscirò mai, a comprendere, non è correlato a meccanismi patologici, diagnosi o terapie, ma come un disturbo così facile da capire, semplicemente conoscendo basi di anatomia, fisiologia e ragionamento logico, sia… capito così poco, e quanta confusione ci sia nella definizione e nella diagnostica delle vertigini.

Basta vedere come la vertigine viene definita in varie lingue, per capire già come partiamo davvero male. E di solito partendo male non si va molto lontano.

idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]

La confusione è a ogni livello, da quello medico a quello popolare. Nell’italiano popolare la vertigine viene spesso chiamata capogiroche almeno, per quanto termine improprio e riduttivo, e spesso usato a sproposito pure quello, rende l’idea più che lo stordimento dei francesi (étourdissement), del sentirsi “instupidito (a Roma si usa un altro termine un po’ più volgare, ma lasciamo instupidito) degli inglesi (dizziness) o dei portoghesi (tontura), o del mal di mare (mareo) degli spagnoli.

Con lo spagnolo, poi, abbiamo raggiunto il massimo della ambiguità. Ecco i tre possibili significati della parola mareo

idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]

Da dove derivano queste anomalie e differenze linguistiche? Proprio dalla confusione tra vera vertigine, disequilibrio soggettivo, stordimento e confusione mentale e altri disturbi psicologici e chinetosi (mal di mare), sintomi o disturbi che possono anche tutti coesistere nello stesso paziente, e anzi questo avviene spesso, ma che sono completamente diversi tra loro.

E anche per il disequilibrio ormai si tende a parlare genericamente di disturbi dell’equilibrio, dimenticando che la percezione soggettiva falsa, non reale di disequilibrio e la vera instabilità sono due sintomi completamente diversi.


Vertigini o panico?

Che il panico sia molto spesso correlato alle vertigini e che molti pazienti con vertigini abbiano o abbiano avuto in passato anche frequenti attacchi di panico è cosa ben nota e da non dimenticare mai nel proporre una cura. Ma i due problemi non si devono assolutamente confondere.

Jovanotti cantava “la vertigine non è… paura di cadere“. E infatti quella si chiama acrofobia, e non ha nulla a che vedere con le vere vertigini e chi soffre di vertigini da altezza non soffre di… vertigini, o almeno non certamente per quello.

idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]

La scena dell’investigatore colto dal panico nella torre in “La donna che visse due volte” di Hitchcock, bellissimo film del 1958, rende benissimo l’idea… della confusione che c’era all’epoca (e tuttora) tra i due disturbi. Il titolo originale del film è VERTIGO (il punto interrogativo l’ho aggiunto io), altro modo di definire la vertigine in inglese, ma PANIC sarebbe stato molto più appropriato.

idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]

Pur potendo accompagnare le vere vertigini, il senso di stordimento o confusione mentale e i fenomeni neurovegetativi quali nausea, vomito, variazioni della frequenza cardiaca o della pressione arteriosa, ecc. non sono vertigine né sono prodotti direttamente dall’orecchio.

Non sono vertigine nemmeno la chinetosi (mal di viaggio, mal di mare), dove ci sono fenomeni neurovegetativi stimolati dal movimento ma senza vera percezione di vertigine, o le cadute brusche improvvise senza vertigine (crisi di Tumarkin), sebbene questi ultimi due problemi derivino in effetti dall’orecchio interno, motivo per cui ne parlerò comunque in altre pagine.

E sebbene in effetti corrisponda ad una alterazione della percezione dei rapporti tra lo spazio e il corpo, non considero vertigine vera e propria nemmeno l’oscillopsia, sensazione che l’ambiente si muova o oscilli, alla quale ho dedicato una pagina apposita, in quando dipendente non da alterazione della percezione cosciente ma proprio dalla mancanza del riflesso vestibolo-oculare, ovvero dal mancato adeguamento della posizione e rotazione degli occhi con il movimento della testa.

E non è certamente sinonimo di vertigine il termine labirintite, che è una patologia e non un sintomo, ancora oggi usato a sproposito da medici e pazienti per indicare il sintomo vertigine.

Così come è assolutamente sbagliato confondere disequilibrio soggettivo e instabilità, considerandoli sinonimi, vista la necessità di usare termini diversi per due situazioni che hanno significato completamente differente.

Vertigini oggettive e vertigini soggettive

Molti medici ancor oggi distinguono le vertigini in:

  • Vertigini oggettive, riferendosi al fatto che la sensazione è che sia l’ambiente esterno a muoversi
  • Vertigini soggettive, quando la sensazione è che sia il corpo a muoversi e non l’ambiente.

La definizione di oggettiva o soggettiva si riferisce quindi a cosa sembra si stia muovendo, gli oggetti (l’ambiente circostante) o il soggetto (il paziente stesso), e non alla visibilità dall’esterno o al fatto che sia solo un percezione soggettiva. Ma, in linguaggio medico corretto, oggettivo (od obiettivo) e soggettivo significano proprio questo.

Al di là dei possibili sintomi neurovegetativi visibili anche dall’esterno, come il vomito ad esempio, o misurabili, come le variazioni della frequenza cardiaca o della pressione arteriosa, o della oggettività del nistagmo, movimento degli occhi stimolato dal labirinto, la vertigine, ovvero la percezione non reale di movimento, di per sé, è sempre qualcosa di avvertito solo dal paziente. Quindi, ogni vertigine è, in realtà, un disturbo o sintomo soggettivo.

La percezione di movimento relativa al proprio corpo o all’ambiente circostante sembra essere in relazione all’intensità della vertigine, mentre un tempo si riteneva, sbagliando completamente, che:

  • le vertigini oggettive sono da orecchio
  • le vertigini soggettive sono neurologiche o psicogene

Vertigini oggettive e soggettive sono quindi ulteriori definizioni che andrebbero eliminate perché non hanno alcuna reale utilità.


Da dove possono originare le vere vertigini e il disequilibrio soggettivo?

Abbiamo quindi dato la risposta alla prima domanda del nostro ragionamento diagnostico e sappiamo definire cos’è il sintomo e cosa non è.

idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]

Dalla pagina dedicata a spiegarvi sinteticamente la funzione vestibolare, quella che informa sui rapporti tra spazio e corpo e mette in atto dei meccanismi compensatori adeguati, avete già appreso che questa funzione si svolge in tre fasi:

  • input (l’informazione vestibolare che arriva dall’orecchio interno)
  • elaborazione centrale a livello cerebrale
  • output, ovvero comandi che dal cervello vanno ai muscoli oculari e del corpo, per adeguare posizione e rotazione degli occhi, e la postura e la stabilità del corpo in equilibrio.
idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]
idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]

Nessun organo o apparato del nostro corpo, a parte il labirinto (orecchio interno) può pertanto creare una crisi di vertigine rotatoria acuta, o il disequilibrio soggettivo.

Meno che mai l’articolazione temporo-mandibolare, o la cervicale con le presunte artrosi, ernie del disco o protrusioni, che poi nella maggior parte dei casi non ci sono proprio, seppur diagnosticate spesso, o chissà che altro.

idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]

Sebbene esistano recettori propriocettivi cervicali in grado di influenzare i movimenti oculari o la postura, il loro ruolo nel generare la percezione cosciente è praticamente irrilevante, in condizioni di normalità dei labirinti.

La potenza di questo segnale è talmente debole rispetto all’input vestibolare (VOR) da non essere in grado di generare autonomamente sensazioni coscienti di movimento rotatorio o alterazione della percezione di verticale soggettiva.

Questi recettori agiscono come un meccanismo di riserva, che il cervello ‘potenzia’ solo in caso di perdita dell’input labirintico per cercare di compensare parzialmente il deficit vestibolare.

Pertanto, in presenza di orecchio interno sano, la cervicale non può essere considerata causa di crisi di vertigine acuta o disequilibrio soggettivo.

È infatti lì, nell’orecchio interno o labirinto, che risiedono i recettori dei canali semicircolari (tre per lato) a molti ben noti e deputati all’informazione circa i movimenti angolari del capo nei tre assi.

idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]

La vertigine “rotatoria” deriva proprio dall’alterazione del segnale proveniente dai canali semicircolari, che ingannano il cervello, facendogli credere che la testa stia ruotando o che la rotazione sia maggiore che nella realtà.

Ma è sempre lì, nell’orecchio, che si trovano anche le macule del sacculo e dell’utricolo, che informano sui movimenti lineari e sulla posizione della testa.

idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]

Se non fosse per il fatto che in questi recettori ci sono i famosi “sassolini dell’orecchio“, gli otoliti, molti specialisti non si ricorderebbero nemmeno a cosa servono, o quanto meno non vengono quasi mai considerati o studiati.

Eppure è proprio questa la sede da dove origina il disequilibrio soggettivo con l’alterata percezione di non essere in equilibrio, ma sbilanciati, in contrasto con la realtà.

Nonostante una reale perdita di equilibrio possa essere presente in fase acuta anche durante una crisi di vertigine a causa dell’asimmetria vestibolare, e sia conseguenza inevitabile della distruzione di un labirinto o dell’interruzione (per patologia o chirurgica) della comunicazione tra orecchio e cervello, per la perdita brusca totale dell’informazione da un lato, questo sintomo non è vertigine e non è disequilibrio soggettivo, che sono percezioni coscienti avvertite solo dal paziente.

Le “vertigini neurologiche” o centrali, spesso non sono vere vertigini perché il cervello non può prodursi da solo l’informazione sui rapporti tra corpo e spazio con la sola eccezione, più teorica che pratica, dell’epilessia vestibolare (se esiste).

Sintomo neurologico da lesione del cervelletto è semmai l’atassia, ovvero la vera incordinazione nel movimento, che non ha però nulla a che vedere con le vertigini o il disequilibrio soggettivo.

In realtà esiste la possibilità che una intensa vertigine acuta possa essere dovuta a lesione acuta (probabilmente vascolare tipo ictus) dei nuclei e delle vie vestibolari centrali, ovvero quelle parti del cervello che ricevono l’informazione dai recettori labirintici dell’orecchio interno, ma è decisamente inverosimile o almeno molto improbabile che ci sia una alterazione così mirata da colpire questi nuclei in modo selettivo senza creare alcun altro sintomo neurologico. E in presenza di altri sintomi neurologici acuti generalmente il problema principale non è più la vertigine.

Nonostante la rarità di queste situazioni, comunque facilmente distinguibili per il medico, ma meno per il paziente, e la certezza che non siano recidivanti, ma esitino in un danno permanente neurologico dopo pochi minuti, ritengo che un singolo episodio isolato di vertigine mai occorsa prima, soprattutto se associata ad altri sintomi inusuali debba essere valutata dal medico prima di etichettarla a priori come vertigine periferica, anche se poi quasi sempre lo è.

idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]
Magari con un po’ di ironia… vi ricordate meglio il concetto 😊 La canzone è Il mondo di Jimmy Fontana, del 1965.

Di sicuro non esistono vertigini posturali, muscolari, cervicali, o dell’articolazione temporomandibolare, che possono dare semmai alterazioni della postura che con il disequilibrio soggettivo o con le vertigini acute non hanno assolutamente nulla a che vedere, se non nella fantasia, o nella voglia di specularci sopra, di alcuni medici e non medici, e nemmeno le vertigini oculari (diplopia semmai, o vista sfuocata, ma non certo vertigine).

Queste strutture non hanno recettori in grado di contrastare l’informazione proveniente da quelli vestibolari, se questa non è alterata e resta congruente con l’effettiva posizione o movimento della testa. Sono coadiuvanti, modulatori dell’output, ma non potrebbero mai procurare una crisi rotatoria o sensazione puramente soggettiva di disequilibrio corrispondente in realtà a nessuna vera instabilità.

Purtroppo per molto tempo si è considerato erroneamente il sistema dell’equilibrio come multisensoriale (il che è in parte vero), ma come se ogni sua componente avesse pari rilevanza, nonostante questo non sia affatto vero.

Oggi anche se ormai si sa bene che non è così questo viene sin troppo spesso, come d’altronde anche per gli acufeni, sfruttato per dirottare il paziente verso soluzioni costose. Bite per correggere l’occlusione mandibolare, lunghi cicli di fisioterapia o altre terapie per la cervicale o riabilitazione vestibolare, convengono più al medico o ad altro personale sanitario e strutture che non al paziente, non avendo alcuna relazione con la causa della vertigine o del disequilibrio, quando non sono perfino dannose.

I rari casi di apparente miglioramento dopo questi trattamenti, sono semmai remissioni spontanee, che sono la regola e non l’eccezione con l’idrope, o conseguenza della remissione parziale dello stress, se davvero il paziente aveva anche reali problemi cervicali o articolari da trattare, a un costo decisamente sproporzionato rispetto all’impiego di neurofarmaci.


Quali alterazioni possono generare vertigine e disequilibrio soggettivo nel labirinto posteriore (orecchio interno)?

Abbiamo quindi anche la risposta alla seconda domanda del nostro ragionamento progressivo e sappiamo definire anche da dove origina il sintomo.

idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]

Ci manca ora solo capire cosa, e in che modo, potrebbe creare vertigini e disequilibrio soggettivo nel labirinto posteriore, ovvero nell’orecchio interno.

Nonostante la marea di diagnosi e sindromi diverse che nel tempo sono state create dai medici per spiegare le vertigini, esistono in realtà solo due meccanismi possibili in grado di procurare una percezione cosciente di una alterazione apparente, non reale, dei rapporti spaziali tra il corpo e l’ambiente circostante:

  • Improvvisa perdita di input labirintico da un lato, irreversibile e non recidivante
  • Disfunzione labirintica reversibile che comporta aumento o più raramente riduzione del normale input vestibolare, come crisi di vertigine acuta isolata e occasionale, oppure ricorrente, o come disequilibrio cronico.

In entrambi i casi quel che determina la vertigine è l’incongruenza e l’asimmetria dell’informazione vestibolare proveniente dai due labirinti, dai due lati.

In condizioni fisiologiche il movimento della testa o la modifica della sua posizione comportano modifiche dell’input vestibolare adeguate. Ad esempio la rotazione verso destra comporta un aumento della scarica del labirinto di destra ed una riduzione della scarica del labirinto di sinistra.

Quando l’input labirintico di un lato è alterato (per un danno acuto irreversibile o per una disfunzione transitoria) il cervello riceve la stessa informazione asimmetrica e quindi “crede” che ci sia movimento o variazione della posizione della testa e percepisce questa alterazione soggettiva dei rapporti tra spazio e corpo.

Se avete letto la pagina sugli acufeni non vi sfuggirà che alla fine c’è qualcosa in comune nel meccanismo che genera da un lato l’acufene e dall’altro la vertigine o il disequilibrio.

In particolare, in entrambi i casi, il cervello viene ingannato e percepisce coscientemente la conseguenza di segnale fisiologico anomalo, in assenza di un reale stimolo che dovrebbe, in condizioni normali, produrlo: suono o rumore in un caso, percezione di movimento o di posizione alterata nell’altro.


La vertigine acuta non recidivante da danno irreversibile dei recettori

Un eventuale improvviso danno permanente crea un improvviso squilibrio per perdita brusca e irreversibile dei segnali derivanti da un lato (vertigine acuta non ricorrente o labirintite, da teoriche cause infettive o vascolari, anche se quasi sempre, in realtà, ignote e non verificabili).

La vera labirintite è patologia di per sé oggi molto più rara di quanto non si creda (ne avrò visti forse tre casi in tutta la mia vita professionale). Ma il termine “labirintite“, come ho già detto, è spesso usato a sproposito, sia a livello popolare, sia purtroppo anche dai medici, per indicare una crisi acuta di vertigine da orecchio.

La perdita improvvisa dell’input vestibolare da un lato comporta:

  • una importante vertigine rotatoria persistente in modo continuo per diversi giorni, unica e non recidivante, in quanto i recettori vestibolari distrutti non rigenerano e non possono quindi distruggersi un’altra volta.
  • intensi fenomeni neurovegetativi e vomito frequente e protratto, che non sono generati direttamente dall’orecchio ma dal cervello.
  • instabilità acuta vera, che può risolversi spontaneamente nel tempo – giorni, settimane, mesi – per compenso “centrale” cerebrale o richiedere riabilitazione vestibolare, con tendenza evidente a sbandare verso il lato colpito, di entità tale, soprattutto i primi giorni, da non permettere nemmeno il mantenimento della stazione eretta o di camminare.
  • perdita improvvisa e generalmente totale dell’udito dal lato colpito e ci possono essere acufeni irreversibili.

È importante considerare queste caratteristiche specifiche perché spesso una eventuale diagnosi provvisoria di “labirintite” è solo il primo episodio (ma potrebbe anche non ripresentarsi mai) di una crisi da idrope molto intensa, descritta in modo esagerato dal paziente o diagnosticata in modo sbagliato dal medico.


La disfunzione idromeccanica, acuta o persistente, esercitata su recettori vestibolari sani e integri dall’aumento dell’endolinfa (idrope)

Con l’eccezione della teoria della cupololitiasi, utilizzata da quasi tutti gli specialisti per spiegare le brevi vertigine parossistiche scatenate dai cambiamenti di posizione (vertigine posizionale parossistica benigna o VPPB), e peraltro accettabile solo per queste, della quale vi parlerò nella prossima pagina, l’unica componente dell’orecchio interno in grado di stimolare i recettori, e quella è la sua funzione fisiologica, è l’endolinfa, ovvero il liquido del compartimento più interno del labirinto, il cui aumento di pressione e volume definiamo idrope endolinfatico.

Io ritengo tuttora che l’idrope sia l’unica causa certa di vertigini recidivanti e anche di disequilibrio soggettivo.

Anche se un ragionamento deduttivo non dovrebbe mai basarsi sull’esito della terapia, va evidenziato peraltro come, per tutte le vertigini recidivanti e per il disequilibrio cronico, il trattamento specifico contro l’idrope si rivela estremamente efficace praticamente in tutti i casi, pur non potendo “guarire” definitivamente ed escludere potenziali recidive future, spesso del tutto occasionali e comunque rapidamente trattabili.

Nell’aggiornare questa pagina ho però ritenuto corretto presentare l’idrope come unica causa certa possibile, invece che unica causa possibile. Di fatto, dal punto di vista teorico, potrebbero esistere altri meccanismi, a parte la vertigine da otoliti, che non considero indipendente dall’idrope, ma comunque collegata ad esso.

Si tratta degli stessi meccanismi alternativi all’idrope che potrebbero in teoria dare acufeni e già discussi parlando di ADH e idrope:

  • un’alterazione qualitativa e non quantitativa dell’endolinfa
  • una disfunzione sinaptica
  • una ischemia transitoria, ricordando che una eventuale ischemia protratta oltre qualche minuto esiterebbe nella distruzione permanente dei recettori e non può quindi certamente essere la causa di crisi ricorrenti più lunghe di qualche minuto appena.

Conclusione

Abbiamo quindi risposto, con il solo ragionamento, a tutte e tre le domande circa le vertigini e il disequilibrio soggettivo:

  • Sappiamo cosa sono e sappiamo distinguerli da altro che non è vertigine o disequilibrio soggettivo
  • Sappiamo da dove vengono
  • E sappiamo anche in che modo questi sintomi si possono creare nel labirinto posteriore
idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]

Nelle prossime pagine vedremo in dettaglio vertigini acute ricorrenti, disequilibrio soggettivo, cadute brusche senza preavviso, oscillopsia, e chinetosi.


Videoconferenza sulle vertigini

Per approfondire guardatevi la registrazione di questa mia videoconferenza, non recente e quindi non aggiornata, del 2021.


Volete utilizzare l’intelligenza artificiale per comprendere meglio e fare domande specifiche sul contenuto di questa pagina? Potete farlo accedendo a Esplora idrope.info e terapia con IA


Come proseguire l’esplorazione guidata?

In questa sezione dettagliata sui vari sintomi e disturbi avete la possibilità di leggere e guardare quel che ritenete per voi utile e interessante, pur consigliando comunque di guardare ogni pagina.

Per cui qui ci sono tre opzioni:

1 – Tornare al menu della sezione Sintomi e Disturbi per leggere altre pagine di questa sezione

2 – Proseguire l’esplorazione guidata andando alla pagina, la cui lettura è consigliata per tutti, pazienti e medici, dove vi dirò la… verità sulla Malattia di Meniere.

3 – O saltare anche la pagina sulla Meniere (ma ve lo sconsiglio!) e proseguire andando direttamente alla pagina sulla terapia per idrope.


Per accedere direttamente a specifici argomenti, alle testimonianze dei pazienti, alle videoconferenze, al glossario di termini e definizioni, al Blog Idrope News con articoli di approfondimento, riflessioni e altro ancora, a informazioni su di me o su come prenotare una consulenza, per contattarmi via WhatsApp o Telegram, per collegarvi alla mia pagina Facebook o al canale YouTube, per restare sempre aggiornati iscrivendovi alla Newsletter, o per altro, potete utilizzare il menu, o i contatti, link e pulsanti a fondo pagina. Il sito è interattivo con possibilità di commentare o fare domande in ogni pagina.


Dott. Andrea La Torre

idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]
Clic per mandare un messaggio
idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]
Clic per mandare un messaggio
idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]
Iscriviti su
YouTube
idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]
Iscriviti alla
Newsletter
idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]
Seguimi su
Facebook
idrope.info | 18. Cosa sono le vere vertigini? [idrope.info – Dott. La Torre]

Ogni contenuto di qualunque pagina di questo sito può essere liberamente copiato e diffuso, ma riportando l’autore, Dott. Andrea La Torre, e un link al sito idrope.info


Supporto al sito

L’informazione medica deve, secondo me, essere sempre gratuita e disponibile liberamente per tutti, e mai chiederò qualcosa per accedere al sito in forma completa, o un abbonamento, per nessun servizio offerto in questo sito.

Ma se ritieni questo sito utile e vuoi sostenerlo e aiutare a promuoverlo, il che comporta ovviamente per me dei costi, considerando anche che tutte le mie consulenze informative e la mia assistenza sono gratuite e che non ho alcuna altra forma di sostentamento al di fuori di donazioni volontarie, puoi dare un contributo volontario mensile ricorrente, anche minimo, accedendo da qui. Ma non sentirti mai in dovere di farlo. È sempre una scelta volontaria, che può essere modificata in qualsiasi momento. Grazie.

Domande, critiche o suggerimenti? Puoi farlo qui.