27. Prevenzione e gestione delle recidive [idrope.info – Dott. La Torre]

27. Prevenzione e gestione delle recidive

Recenti ipotesi sul possibile ruolo diretto dell’ADH nel creare l’idrope e favorire le recidive, e perfino forse portare a sintomi irreversibili mediante alterazioni strutturali, suggeriscono di dare maggior importanza alla prevenzione delle recidive e non solo alla cura al momento in cui si presentassero.

In caso di recidiva che non si risolva subito spontaneamente la terapia va avviata precocemente evitando di soffrire il disturbo, per evitare che questo generi ulteriore stress, che potrebbe ritardare la risoluzione o aggravare la recidiva stessa.

In questa pagina trovate alcuni consigli e strategie di prevenzione e gestione delle recidive, ricordando però che non sono consigli diretti di terapia e che tutto va discusso con il proprio medico.


Se siete entrati nel sito direttamente in questa pagina vi consiglio di leggere e apprendere in modo progressivo con l’esplorazione guidata partendo dalla home page e dalle basi per poi passare alla diagnosi, ai sintomi e infine alla terapia.


Prevenzione delle recidive

È importante sapere che, anche seguendo tutte le strategie preventive possibili, le recidive possono comunque verificarsi, oppure non comparire affatto anche senza fare nulla.

L’obiettivo delle strategie preventive è ridurre la probabilità e la gravità delle recidive, come confermato da molti anni di esperienza con i pazienti, non assicurare una protezione assoluta che nessuno può garantire.


Idratazione costante

Bere regolarmente molta acqua tutti i giorni, cercando comunque di bere ogni giorno almeno due litri di acqua (acqua e non altre bevande, che non vanno contate nei due litri consigliati) e mai meno e se possibile anche di più, distribuiti regolarmente lungo la giornata. L’idratazione costante aiuta a prevenire le scariche di ADH.


Controllo alimentare

Non serve seguire dieta rigida fuori dalle fasi di riacutizzazione e terapia, a meno che non si vogliano fare brevi cicli periodici, che non fa male di sicuro, ma è comunque importante, senza eccessiva rigidità e senza eccessivo stress e basandovi anche sulla vostra osservazione personale, un certo grado di controllo alimentare basato su questi suggerimenti:

  • Ridurre il sale e tutti i cibi salati
  • Limitare carboidrati, pane, pasta, lieviti, zuccheri, dolci e bevande zuccherate
  • Evitare il più possibile alimenti specifici che nella vostra esperienza individuale tendono a favorire o almeno ad associarsi cronologicamente a recidive

Gestione di ansia e stress

Ansia e stress sono tra i principali fattori scatenanti o comunque cronologicamente associati con le recidive, grazie allo stimolo al rilascio dell’ADH.

Strategie utili per la gestione di ansia e stress includono:

  • Risolvere problemi personali, familiari, lavorativi ecc. che siano risolvibili e superare rapidamente stati di indecisione quando ci sono scelte da fare. È molto importante.
  • Lavorare su se stessi, se necessario chiedendo aiuto, tramite psicoterapia o altre tecniche di gestione psico-emotiva.

    Evitate di credere che alla fine stress e ansia ce li hanno tutti e quindi non è patologia, o che siete caratterialmente ansiosi e emotivi per natura. L‘ansia è una patologia, non un aspetto del carattere, anche se molto frequente attualmente nella popolazione, e se avete il problema di recidive ricorrenti di idrope, dove l’ansia è importante fattore favorente, va curata, non tollerata.
  • Dormire con regolarità il più possibile la notte, anche fuori da fasi di terapia. Se non si assumono neurofarmaci o si segue dieta rigida si possono ovviamente bere alcolici, ma ricordate che l’alcol, se in eccesso, genera stress e che una eventuale “sbronza” potreste pagarla con una recidiva. Valutate voi pro e contro.
  • Fare attività sportiva se avete notato che aiuta a gestire lo stress o qualunque altra attività che vi faccia bene in tal senso.
  • Assumere neurofarmaci per brevi periodi in caso di ansia o stress, anche a scopo preventivo.

È sempre consigliabile, se necessario, assumere neurofarmaci in caso di stress, ansia o insonnia, anche se solo previsto a breve termine e non ancora attuale, ad esempio se sapete che sta per arrivare un cambio di stagione e nella vostra esperienza si associa spesso a recidiva, o cambiamenti personali o sociali importanti, malattie concomitanti che possano essere fonte di stress aggiuntivo, fase premestruale se tende a favorire recidiva ecc.

L’assunzione deve essere comunque breve (ad esempio 10 giorni), evitando periodi di trattamento prolungati, ma senza attendere che compaia la recidiva, cercando invece di prevenirla. L’assunzione per periodi limitati e distanziati non crea alcun rischio di recidiva o assuefazione.

Nei giorni in cui si assumono neurofarmaci, è fondamentale sempre aumentare il carico idrico (acqua da bere ogni giorno) ad almeno tre litri perché favorisce l’azione dei farmaci e riduce gli effetti collaterali. E ovviamente è vietato assumere bevande alcoliche o far uso di sostanze stupefacenti.

Ovviamente l’assunzione o la ripresa di neurofarmaci, anche se già li avete disponibili a casa, deve essere sempre concordata con un medico, psichiatra o altro medico, che potrebbe anche suggerire cicli o periodi più lunghi di terapia o farmaci differenti in base alla vostra specifica necessità.

Ma soprattutto, il modo migliore per prevenire recidive importanti è sapere di sapere (gioco di parole voluto) in anticipo come affrontarle. Ovvero capire e conoscere bene i vostri disturbi e come vanno gestiti, sfruttando tutte le risorse che questo sito vi offre, ricordando peraltro che i sintomi da idrope possono cambiare nel tempo e non è detto che in caso di recidiva non possiate avere nuovi disturbi che non avevate avuto prima.

Diventare piloti della propria salute e non semplici spettatori passivi, assumendo un ruolo attivo e consapevole, è uno degli aspetti più importanti della gestione dell’idrope e dei suoi disturbi.

E soprattutto non dovete vivere con il costante timore delle eventuali recidive future. Prima di tutto perché, statisticamente parlando, è probabile che ne abbiate comunque prima o poi, e non esiste un cura che garantisca guarigione assoluta e definitiva e non è sperare che non arrivi mai una recidiva la soluzione, ma essere pronti ad affrontarla serenamente.

Inoltre, ansia e paura generano uno stato di allarme che favorisce il rilascio di ADH e può aumentare il rischio di recidiva. Una vera e propria “profezia che si autoavvera”. Ovvero in pratica avere ansia e paura non solo non è utile, ma semmai aumenta il rischio che la vostra paura diventi realtà, visto che l’idrope è “condizione psicosomatica“.

Quel che serve è semmai sapere in anticipo cosa fare e convertire l’ansia e la paura irrazionale in preoccupazione proattiva utile. Ve lo spiego bene nella parte introduttiva di questa videoconferenza.

Videoconferenza interattiva del 24 novembre 2024, fondamentale per capire cosa serve gestire davvero a lungo termine

Gestione delle recidive

In passato era facile rispondere cosa fare per una recidiva: contattare subito me per farsi dire cosa fare.

Ma già da molti anni prima di decidere di cancellarmi dall’Albo e smettere di esercitare direttamente come medico, pur continuando ad offrire informazione e divulgazione sia a livello pubblico che individuale a pazienti e medici, avevo iniziato a mettere spesso in guardia i pazienti, anche con articoli specifici del blog Idrope News e videoconferenze, sul fatto che essendo io un essere umano, mortale come tutti e manco più tanto giovane, contare solo su di me non poteva certo essere l’unica soluzione o quella ideale.

La soluzione sta, anche qui, nel sapere, conoscere, capire, e ovviamente rivolgersi a un medico, dal quale però probabilmente non potete aspettarvi la stessa disponibilità ad assistervi rapidamente, spiegando tutto e gestendo tutto, come forse vi ho abituato io, se siete stati miei pazienti. Quindi ora il vostro ruolo attivo di pazienti consapevoli e capaci di prendere decisioni diventa ancora più importante per la gestione delle singole recidive, oltre che per avviare terapia.

Ricordate che salute non significa assenza totale di disturbi, ma benessere complessivo fisico e psichico.

Il malessere fisico però, incluso quello derivante da sintomi dell’orecchio interno, genera stress e malessere anche psichico, quindi è importante trattare rapidamente eventuali recidive che provocano disagio senza aspettare e soffrire inutilmente. Non perché poi sia troppo tardi per curare, ma perché sintomo > stress > peggioramento sintomo ecc., ovvero rischiate di far ripartire il circolo vizioso che sostiene idrope e disturbi.


Cosa fare in caso di recidiva

Ecco comunque alcune indicazioni pratiche, che devono comunque essere sempre concordate con il vostro medico e approvate:

  • Aumentare il carico idrico ad almeno tre litri di acqua al giorno, rigorosamente in bottiglia e iposodica, come durante la terapia almeno fino a risoluzione della recidiva e possibilmente per qualche giorno in più, almeno 10 giorni.
  • Seguire la dieta rigida per idrope per breve periodo (fino a risoluzione recidiva o ancora meglio per 10 giorni consecutivi)
  • Assumere neurofarmaci se li avevate già assunti senza problemi in precedenza, fino a risoluzione recidiva o comunque per non oltre 10 giorni, togliendoli senza necessità di scalare se assunti per non oltre 10 giorni (per periodi più lunghi è necessaria riduzione graduale). I neurofarmaci possono anche eventualmente essere assunti, senza alcun problema o rischio di dipendenza o assuefazione, al bisogno per recidive limitate a un singolo giorno, purché ci si limiti al massimo a due giorni a settimana non consecutivi, ogni volta che ne avete bisogno.
  • Eventualmente, in assenza di controindicazione e purché siano passati almeno 21 giorni dall’ultima somministrazione di cortisone, fare singola iniezione di cortisone ad azione prolungata, ma sempre accompagnata da carico idrico e dieta per idrope.
  • Utilizzare le terapie accessorie (Otovent, mascheramento, farmaci anti-chinetosi, ginnastica vestibolare) in base ai disturbi da trattare.

Nella mia esperienza, questo approccio combinato riduce spesso rapidamente l’intensità e la durata della recidiva, permettendo risoluzione in tempi brevi in molti casi, soprattutto se si interviene senza attendere molto tempo dall’insorgenza.


Attacchi acuti di vertigine o aumenti improvvisi di acufene o fullness

Ad ogni paziente dopo la consulenza informativa sono fornite con il documento informativo sulla terapia, anche strategie pratiche per la gestione immediata di crisi acute di vertigine, acufene o fullness, sempre ovviamente valutando il trattamento insieme al proprio medico che deve approvarlo prima di metterle in atto. Ricordando che tutte le informazioni relative alla cura sono solo fornite come divulgazione della mia esperienza di medico e non come consiglio diretto di terapia.


Videoconferenza su gestione e prevenzione delle recidive

Anche se è del 2021 (alcune cose potrebbero essere superate) sul tema avete anche questa videoconferenza.


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Nella prossima pagina

Nella prossima pagina, che conclude questa sezione e l’intero percorso di apprendimento guidato, vi spiegherò come si valuta una terapia o una cura e passerò in rassegna criticamente molte terapie inutili o spacciate, spesso per interessi economici, come le uniche possibili, o vere e proprie truffe.


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Dott. Andrea La Torre

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