
La mia storia professionale
Per i miei colleghi otorino sono sempre stato quello di… qualcosa. Prima quello di Internet, poi quello degli acufeni, poi quello dell’idrope, quello che rompe le scatole stimolando i pazienti a pretendere dai medici che facciano i… medici, e molti altri quello…
Ma io mi sento solo quello... che da sempre mette al primo posto i pazienti e il loro interesse. E sono sempre andato avanti per la mia strada. Quella percorsa finora ve la racconterò in questa pagina…
Se siete entrati nel sito direttamente in questa pagina vi consiglio di leggere e apprendere in modo progressivo con l’esplorazione guidata partendo dalla home page e dalle basi per poi passare alla diagnosi, ai sintomi e infine alla terapia.
“Essere medico non è una missione. È un lavoro per vivere, come tanti altri. Ma come per l’artista, il musicista o lo sportivo, se il tuo lavoro non ti piace, non arrivi da nessuna parte!” (Andrea La Torre)
Nel 2019, per farmi conoscere meglio, spiegare molte mie “stranezze” rispetto ai medici tradizionali, e replicare alle assurdità che a volte leggevo in giro su di me, ormai diventato da anni piuttosto famoso, decisi di pubblicare nel mio canale YouTube una serie di brevi video che vi metterò anche qui, a tema con quel che vi racconterò su di me. Guardateli se volete capire davvero chi sono e come sono arrivato a essere il medico che sono.
Anche se, come forse già sapete (altrimenti andate alla pagina informazioni per consulenze), di fatto non esercito più la professione come medico abilitato, ma continuando ad offrire consulenze informative gratuite e a fare divulgazione, resto sempre e comunque un medico!
Cominciamo da questo che è solo una breve introduzione ma simpatica…
Mi chiamo Andrea La Torre, ma per i miei pazienti sono solo Andrea.
La pagina è necessariamente lunga, perché 36 anni di storia professionale non sono facili da riassumere e non siete obbligati a leggerla, se non volete.
E… in fin dei conti il sito è mio e ci scrivo quel che voglio! ***
*** Per questa esatta frase alla fine della mia storia professionale online, moltissimi anni fa, raccontata in tono leggero e simpatico, come ho sempre fatto, per scusarmi con i lettori della lunghezza della pagina stessa, l’Ordine di Medici mi mise sotto procedimento disciplinare nel 2005, ritenendo che parlare in tono leggero e scherzoso, e pretendendo pure di avere libertà di espressione, fosse violazione del decoro professionale di un medico e mancanza di rispetto verso la loro autorità, alla quale avrei dovuto invece chiedere il permesso di esprimermi e le modalità per farlo (non è mia opinione, sono fatti riportati su atti ufficiali).
E tanto a questa frase è stata data importanza da ribadirla, come prova del mio reiterato essere “indecoroso”, in atti ufficiali perfino 14 anni anni dopo, in occasione di un nuovo procedimento disciplinare contro di me, sempre per motivi assurdi e inesistenti.

Ora che, essendomi cancellato definitivamente dall’Albo e con nessuna intenzione futura di iscrivermi ancora, l’Ordine dei Medici non ha più alcuna autorità nei miei confronti, mi tolgo una soddisfazione non da poco, ripetendo pubblicamente quella frase esatta, da loro considerata tanto irrispettosa e indecorosa.
I primi anni…
Mi sono laureato a Roma con 110 e lode nel minimo tempo possibile (meno di sei anni) lavorando in contemporanea, non certo come medico, facendo pure il servizio militare senza perdere nemmeno un esame, e trovando anche il tempo per un matrimonio sbagliato.
Poi mi sono spostato per la scuola di specializzazione a Parma, dove avuto la fortuna e l’onore di essere uno degli assistenti nell’ambulatorio privato del Prof. Zini, noto otologo di fama internazionale.
A Parma, dove sono rimasto per cinque anni, dedicandomi in quel periodo principalmente all’Otoneurochirurgia (nel senso che ero l’ultima ruota del carro dell’equipe operatoria, non certo come primo chirurgo) e alla ricerca nel campo dell’orecchio, ho imparato tantissime cose e capendo già da subito quanto fossero sbagliate tante altre.
Diventato specialista nel 1993, avendo capito che volendo solo fare il libero professionista non avrei mai potuto davvero diventare otoneurochirurgo o un bravo microchirurgo dell’orecchio, dopo un altro anno, nel 1994, ho lasciato Parma e mi sono trasferito a Siena per un anno.
Li ho imparato la rinologia e la chirurgia del naso, visto che a Parma mi ero occupato per cinque anni solo di orecchio.
Ma contemporaneamente ho frequentato anche altre strutture in giro per l’Italia per allargare le mie conoscenze, mentre parallelamente avviavo pian piano la mia personale attività privata a Roma.
Una delle mie caratteristiche è sempre stata quella di pensare in grande per cui, sin da subito, mi sono dotato di attrezzature creando un ambulatorio otorinolaringoiatrico tra i più completi in Italia.
Avendo pochi pazienti, tanta voglia di fare e studiare e tante attrezzature diagnostiche (e tanti leasing da pagare di tasca mia che a fare il figlio di papà non sono mai stato bravo e già vivevo da solo da quando avevo 19 anni!) ho sfruttato tutto questo dall’inizio per studiare ogni paziente molto più a fondo di quanto fosse realmente necessario, ovviamente facendomi pagare però solo per quel che era realmente necessario per quel paziente.
Mi sono inventato un servizio di pronta reperibilità specialistica per le emergenze ORL mediche e chirurgiche in un importante ospedale privato a Roma (il Rome American Hospital), dove ho lavorato e operato per diversi anni, e creato un centro medico interdisciplinare per la testa e il collo per lavorare e fare ricerca in equipe con altri specialisti…
Ma insomma, vita ordinaria di un giovane medico, magari un po’ megalomane, ma niente di eccezionale.
La svolta è arrivata nel 1999, quando peraltro già da un anno stavo timidamente iniziando a trattare la malattia di Meniere in modo diverso dagli altri.
Quello di… internet
A 34 anni, nel 1999, sono diventato quello di internet, essendo stato il primo specialista ORL italiano e forse uno dei primi medici italiani in assoluto a creare un sito internet didattico e dedicato ai pazienti scritto in linguaggio chiaro, comprensibile a tutti. La home page del mio sito era anche pubblicata nella Guida del Medico Italiano (o qualcosa del genere) come esempio da seguire e mi invitavano a convegni per insegnare come fare un sito web.
E ho anche creato un seguitissimo Forum ORL per avviare la discussione collettiva su patologie e terapie tra specialisti otorinolaringoiatri e anche medici di specialità correlate. Una iniziativa credo mai realizzata prima da nessun altro e forse nemmeno dopo.
E fin qui passi, tutto normale (o quasi).
Quel che normale invece non era affatto è che ho iniziato ad avere subito, con mio grande stupore, tantissimi pazienti da tutta Italia che venivano da me a Roma a farsi visitare, soprattutto per l’orecchio ma anche per altro. Mi trovavano in Internet, leggevano, capivano e attraversavano mezza penisola magari, per venire a Roma a farsi visitare da me.
Era il 1999, quando mai avrei pensato che qualcuno potesse andare da un medico solo per averlo trovato in internet. E il mio sito era nato per pura voglia di diffondere informazione, non certo per farmi pubblicità.
Ma di fatto tanti pazienti, tanti stimoli, tanta esperienza in più il che, associato al mio solito pensare in grande, ha portato alla successiva tappa importante della mia carriera, alla creazione di una seconda sede per visite ed esami a Milano, e a un altro quello di…
Quello degli… acufeni
A 35 anni, nel 2000, sono diventato, per gli specialisti otorinolaringoiatri e gli addetti ai lavori, quello degli acufeni.
Questo perché ho diffuso per primo in Italia una terapia per acufeni (la TRT, già nota in America, Inghilterra e Germania da qualche anno, e poi rivelatasi peraltro un mezzo bidone), per i quali davvero all’epoca si diceva in pratica solo di tenerseli, organizzando un convegno a Roma e invitando chi la aveva ideata, il Prof. Jastreboff.
Il tutto pagato ovviamente a mie spese, inclusi pranzi e cene dell’illustre professore e della moglie (che mangiavano pure tanto!), visto che alla mia richiesta di sostegno economico a una nota azienda di protesi acustiche mi fu risposto “Cavo Dott. La Tovve, gli acufeni non intevessano a nessuno!” (non sono errori di scrittura, aveva proprio la erre moscia).
Da subito, anche grazie alla diffusione attraverso il mio sito, sempre più noto anche a medici e addetti ai lavori, sono arrivati da tutta Italia specialisti e audioprotesisti (inclusa la nota azienda alla quale gli acufeni non interessavano, ovviamente) a seguirmi e bussare alla porta del mio studio medico, poi rimpiazzato dopo qualche anno da una vera e propria clinica specialistica dedicata solo all’Otorinolaringoiatria. Non perché mi volessero bene ma perché la TRT faceva fare soldi!
Quello dell’… AIOLP
Contemporaneamente sono diventato ancora più famoso, e temuto…, per aver stravolto, con solo un mese di campagna elettorale, in occasione del convegno annuale che quell’anno, nel 2000, si teneva a Cagliari, l’organigramma dell’AIOLP (Associazione Italiana Otorinolaringoiatri Libero-Professionisti, che dal nome pare chissà cosa ma all’epoca contava quanto il due di coppe con briscola a bastoni) vincendo le elezioni, e buttando fuori pure il fondatore e tutto il vecchiume precedente, e mettendo in tutte le cariche sociali chi volevo io.
Merito di un discorso infervorato sulla libertà, che davvero sembravo William Wallace a cavallo, ma anche della potenza informativa del mezzo internet con il quale avevo propagandato il mio programma.
Insomma nel mio incomparabile piccolo, come qualcuno sei anni prima ero sceso in campo sfruttando il mio potere mediatico, e come quel qualcuno… ho iniziato sin da allora a farmi nemici.
Sfruttando un cavillo dello statuto della ben più importante Società Italiana di Otorinolaringoiatria, infatti, stavo per rivoluzionare pure quella, portando in alto il Terzo Stato, ovvero i poveri ORL liberi professionisti, che nonostante fossero l’assoluta maggioranza degli specialisti italiani, non contavano assolutamente nulla rispetto ai pochi ospedalieri e universitari.
E li devo avere davvero fatto paura. Il mio obiettivo non era certo fare politica, ma poter creare una vera comunità di specialisti italiani per portare avanti insieme ricerca vera, organizzare convegni veri che fossero davvero seri e utili, creare linee guida per le terapie, insomma cambiare davvero le cose.
Ma alla fine, dopo aver pure fondato la rivista dell’Associazione (Argomenti di Otorinolaringoiatria Moderna), che credo esista ancora, ho lasciato perdere tutto dopo un anno, mi sono dimesso e cancellato da ogni società scientifica e sono tornato a farmi gli affari miei, avendo capito che non ne valeva davvero la pena e che mi stavo dando tanto da fare per, come diceva Sciascia…, dei quaquaraquà.
Quello dell’… idrope
La mia ultima stravaganza mi ha fatto poi diventare, nel 2011, quello di Skype, quando addirittura ho detto che bastava fare consulenza in audiovideo (all’inizio usavo Skype), dovendo solo parlare col paziente, ovviamente però chiedendo molto meno che per prestazioni regolari in ambulatorio e con esami.
Sembra che ogni volta che ho cercato di far capire ai miei colleghi che si poteva seguire i pazienti con molta più attenzione, impegnandosi molto di più, lavorando di più, e ottenendo risultati migliori, ma chiedendo meno soldi e guadagnando quindi meno, non abbia avuto molta approvazione. Ma che strano… Avete visto il film Jerry Maguire con Tom Cruise? Beh… sembra proprio la mia storia.
E di fatto poi quasi tutti i miei colleghi in piena coerenza, magari scopiazzandomi qualcosina ogni tanto, ma senza mai cercare un qualunque contatto con me, anche solo magari per dirmi che dico un sacco di cretinate, hanno continuato ad andare per le loro strade.
E io per la mia, che poi è quella che da sempre si riassume nel mio personale “giuramento” (molto meglio di quello di Ippocrate, sul quale peraltro, leggenda popolare, non giura proprio nessuno!) che scrissi molti anni fa. E che ho sempre rispettato!
- Non metterò mai il mio interesse, economico o di altra natura, al di sopra di quello del paziente.
- Tratterò il paziente come mio pari e non come un sottoposto, cercando di colmare quanto più possibile il distacco culturale specifico per permettergli di essere parte attiva del processo curativo e scelte consapevoli.
- Non prescriverò mai esami o terapie che non reputo utili e mi impegnerò a rispondere al paziente ogni qual volta mi chiederà una spiegazione su una terapia o un esame che avrò prescritto, soprattutto, ma non solo, se il paziente, o chi per lui, paga (anche economicamente) quella mia scelta.
- Non seguirò mai regole di casta, tutelando l’immagine di un collega a discapito di un paziente. Perché il mio dovere è prima verso i pazienti e poi verso gli altri colleghi. Ma se dovrò criticare un collega non lo farò mai per screditarlo a mio interesse di concorrenza, ma solo per difendere il mio paziente che è l’obiettivo primario del mio lavoro.
- Mi asterrò dal propormi ai pazienti come esperto di cose che non conosco e non esiterò a mandare ad altri più bravi e più esperti di me pazienti per i quali non posso essere altrettanto di aiuto. E se non riuscirò a essere bravo in nessuno dei settori della mia specialità, cambierò lavoro, piuttosto, perché il diritto del paziente di essere curato nel miglior modo possibile viene prima del mio diritto di lavorare e guadagnare.
- Mi adopererò in ogni modo possibile per dare un senso alla mia vita professionale diverso dal mero guadagno, cercando di progredire, scoprire, ideare, studiare, pensare e non solo ricalcando strade già percorse da altri, ricordandomi sempre che se sono pagato più di altri* me lo devo anche meritare, facendo un lavoro davvero utile anche agli altri, e non solo a me stesso.
- Mi ricorderò sempre della fortuna che ho a fare questo lavoro quando c’è gente che per guadagnare quel che io a volte guadagno in pochi giorni*, spala asfalto bollente in autostrada ad agosto per un mese. E dirò grazie alla vita per quel che mi ha concesso, usando parte della felicità che ho ricevuto per far felici gli altri nei modi in cui so farlo.
*Questo andrebbe, forse, oggi corretto visto che adesso io, di fatto, non esercito più la professione e non guadagno da tempo proprio nulla!
A ogni modo anche se ci spero sempre, non lo so se, quando non ci sarò più, qualcuno seguirà o riprenderà tutto quel che ho e avrò fatto (ed evitiamo false modestie… ho fatto proprio tanto, forse più di tutti gli altri messi assieme in tutti questi anni, e continuo a farlo). Sarebbe un peccato, ma più di tanto su quello non posso cambiare le cose. E non che non ci abbia provato.
Ho anche preparato un corso di terapia pratica per medici e organizzato videoconferenze per medici e un gruppo riservato, ma i medici che hanno creato un rapporto con me sono davvero pochi e ancora meno gli specialisti (forse un paio appena).
Ma torniamo alla mia storia e facciamo qualche passo indietro.
Nel 2009 come vi ho già detto ho definitivamente smesso di proporre esami, e ho iniziato ad andarmene in giro per l’Italia per andare incontro io ai pazienti, non avendo più bisogno di attrezzature.
Già nel 2006 avevo definitivamente chiuso il mio “Centro di Otorinolaringoiatria“, che costava per il suo mantenimento, peraltro cifre inimmaginabili e comportava costi alti, anche se proporzionati a quanto offerto, anche per i pazienti, avendo capito che la Medicina vera la fanno i singoli medici e non i centri, e che non mi stava bene di fare più il direttore e il primario della mia stessa clinica che non il medico che volevo davvero essere.
Ero arrivato quasi ad aprire una sede a Bruxelles e una a Barcellona e quella romana stava per essere trasferita in un palazzo di tre piani e, invece… ho fatto gradualmente retromarcia e ho ricominciato a fare il medico vero, e a lavorare da solo. E non me ne pento affatto.
Ma oltre a occuparmi di orecchio ho fatto anche altro ovviamente nella mia carriera di specialista, a parte, come dico sempre, levare caccole e cerume a pagamento i primissimi anni da povero otorino senza arte né parte, ovvero facendo otorinolaringoiatria generale senza schifare nulla.
E fino al 2009 facevo anche il chirurgo ed ero anche bravino, inventando perfino strategie chirurgiche ambulatoriali e senza i fastidiosi tamponi nasali per la chirurgia del naso ed endoscopica dei seni paranasali. E molto altro ancora.
Poi per passione ho deciso di dedicarmi solo all’orecchio interno e alla sindrome di Meniere e all’idrope e ai suoi sintomi che erano comunque dal 1998 la mia attività principale, anche perché di specialisti che proponevano qualcosa di diverso dal “te lo devi tenere”, a parte me, non ce n’erano molti all’epoca.
Strano che tra tutti i vari quello di… non mi sia mai sentito definire come quello dei neurofarmaci (o forse non lo so io), visto che credo di essere stato in assoluto il primo otorinolaringoiatra a proporli nella terapia dei disturbi dell’orecchio come cura vera e propria dell’idrope e non solo per gestire l’ansia o far dormire meglio.
Ma facendo un altro piccolo passo indietro, alla fine del 2005 ho avuto la sorpresina di ricevere una bella raccomandata dall’Ordine dei Medici, che evidentemente di piedi ne avevo già pestati troppi. Era solo l’inizio di una brutta storia durata a fasi alterne per 20 anni e chiusa definitivamente ora con la mia decisione di cancellarmi definitivamente dall’Albo e di fatto cessare ufficialmente la mia attività.
E li stavo davvero crollando sotto lo stress, anche io che a molti sembro una roccia, anche per la contemporaneità con problemi personali e familiari, e infatti mi sono fatto cinque belle crisi di vertigine come si deve in un mese e tre mesi almeno di depressione seria e disequilibrio alle stelle.
Sul primo procedimento disciplinare “farsa” al quale sono stato sottoposto (non certo per ragioni connesse alla mia attività medica, ci mancherebbe) e su come ne sono uscito fuori più forte di prima, vi racconto tutto in questo breve video.
E non che invece tra i pazienti mi vogliano proprio tutti bene.
Purtroppo oltre a farmi pochi amici, per non dire molti nemici, nella classe medica almeno nella mia specialità e in molte aziende, di protesi acustiche o produttori di truffe varie, mi sono messo contro anche associazioni di pazienti non pulite, gruppi Facebook che sembrano creati solo per gettare scompiglio e disperazione, o in realtà pilotati da qualche interesse specifico, e perfino alcuni miei ex pazienti, che sono decisamente usciti dai binari, tanto da avermi fatto perdere ogni voglia di aiutarli, e che si sono poi vendicati sparlando di me in giro.
Per fortuna però sono molti di più quelli che mi vogliono bene e apprezzano quel che faccio.
Insomma decisamente non mi sono annoiato, in questi miei 36 anni di professione, ma come se non bastasse qualcos’altro di strano che manca da dire lo ho fatto.
Nel 2013 quando ormai già non vivevo più in Italia (tanto ormai facevo solo consulenze in video) ho cominciato a girare il mondo senza una vera casa per ben sette anni.
Che vita… Ho lavorato dai posti più incredibili, sfruttando il fatto che magari manca l’acqua potabile ma internet c’è ovunque.
Beh, non ci crederete ma a quel punto per le malelingue (che oggi si chiamano haters, odiatori) sono diventato pure quello… che era scappato dall’Italia e girava il mondo perché inseguito dalla polizia o qualcosa di simile.
Poi è arrivata la pandemia, che peraltro ha fatto sembrare me meno strano visto che a quel punto fare le consulenze in video (che io facevo dal 2011) andava bene a tutti, e da allora sono molto più stabile (attualmente vivo da qualche anno nel sud-est asiatico) anche se quando posso qualche viaggetto me lo faccio lo stesso (o meglio… facevo, quando me lo potevo ancora permettere!)
Ma la mia scelta di vivere un po’ più calmo e non con uno zaino in spalla, portandomi appresso solo la mia voglia di lavorare (e viaggiare) e la mia testa, un computer e un cellulare, è stata motivata anche da altri due eventi.
Nel 2019 mi sono diagnosticato da solo il diabete (350 di glicemia, che io se faccio le cose le faccio bene) ma che per fortuna è da sempre sotto controllo con terapia farmacologica a vita e dopo una immediata dieta che nel giro di due mesi mi ha fatto perdere tanti chili (e se mi vedete oggi e in miei vecchi video o in foto passate si vede che ero più cicciotto), ma ne ho anche ripreso qualcuno per fortuna.
Ma nonostante tutto non mi sento certo un malato. E questa, purtroppo, non è stata di sicuro la cosa peggiore.
Nell’ottobre del 2018 un incidente stradale si è portato via per sempre, a 28 anni, la mia prima figlia, Alexandra.
Ne parlo spesso anche con i miei pazienti, un po’ perché parlarne, paradossalmente, mi esorcizza il malessere interiore, quel peso sul petto che non se ne andrà mai, ma anche per insegnare loro come, se uno davvero vuole, tutto si supera, anche il dolore più impensabile e che io, solo due o tre giorni dopo, già rispettavo i miei impegni di lavoro con i pazienti che avevano bisogno di me, anche se con qualcuno, in corso di consulenza, il piantarello mi è scappato, ma mi hanno capito.
Bene, credo di avervi detto molto di me e penso, al di là delle cose di argomento medico, certamente più interessanti, che scrivo e dico in tutto il resto di questo sito, di avervi dato modo di farvi un’idea su questo medico un po’ strano.
Ma la mia storia non è finita. O almeno non ho finito di raccontarvela. C’è ancora un altro quello… purtroppo. E una conclusione della mia storia professionale, purtroppo, inevitabile.
Quello che… hanno fatto di tutto per impedirgli di fare il medico (ma non ha smesso, e di fatto non smetterà mai, di esserlo!)
Vi ho già accennato, anche con un video, al primo tentativo di bloccarmi, nel 2005, e impormi l’obbedienza all’Autorità, invece che il rispetto verso i pazienti e i miei principi morali.
Ma era solo l’inizio.
Frequenti convocazioni (sempre assurde, immotivate e impossibili, vivendo ufficialmente all’estero), un altro procedimento disciplinare nel 2019 perfino in contumacia, con tanto di sospensione per un mese, fino ad arrivare a cancellarmi (loro in quel caso, l’Ordine di Parma al quale ero allora iscritto), nel 2023, in modo assolutamente illegale.
Ma contro il loro potere assoluto, di fatto, non esiste alcuna possibilità effettiva di difesa, perché il sistema dell’Ordine dei Medici è di fatto un regime autoritario dove chi fa le leggi e chi giudica e punisce (spesso per semplice violazione di un generico decoro professionale non specificato da nessuna parte, e perfino esteso alla vita personale al di fuori della professione, e a totale insindacabile discrezione e interpretazione dell’Ordine) sono le stesse persone.
E dove l’unica possibilità di difesa legale è l’appello ad una commissione i cui membri sono prevalentemente scelti dagli stessi Ordini dei Medici (verificate se non ci credete). Totalmente incostituzionale in aperta violazione di specifici articoli che vietano tutto questo, ma di fatto legalizzato e tollerato dal 1946!!
Se interessati a questo tema specifico vi metto a disposizione una lunga conversazione con Chat GPT (IA) che vi chiarirà meglio come stanno le cose, per quanto possano sembrare assurde agli occhi di persone normali ma un po’ ingenue, ancora convinte che l’Italia sia un paese dove vige il rispetto dei diritti della persona e la democrazia. E non ha nulla a che vedere con l’attuale governo (o attuale nel 2025). È sempre stato così.
E tutto questo, mai assolutamente in relazione alla mia attività medica diretta o per terapie proposte o prescritte o conseguenze su pazienti, mai messe in discussione (almeno quello), ma sempre e solo per “lesa maestà“, ovvero mancato rispetto della loro autorità, in quanto medico eccessivamente libertario, che si permette di esprimere liberamente il proprio pensiero senza l’approvazione dell’Ordine di appartenenza e senza mostrare rispetto per le regole imposte dall’Ordine e viola l’aspecifico decoro professionale di un medico, pur non violando di fatto alcuna norma specifica.
E nemmeno, a differenza di tanti miei colleghi recentemente sospesi o radiati, a causa di vaccini anti-Covid (mi sono vaccinato senza problemi 4 volte).

La verità è che io sono sempre stato, e lo capite bene leggendo il resto della pagina, la mia storia e questo intero sito, un medico “scomodo” e ribelle che si mette dalla parte dei pazienti e non della casta medica o delle istituzioni.
- Un medico che non difende certamente i medici che sbagliano volontariamente e per superficialità o interessi economici, (come, peraltro, non difendo i pazienti quando a sbagliare sono loro).
- Un medico che rispetta i pazienti prima che l’autorità imposta dell’Ordine dei Medici.
- Un medico che pesta i piedi ad aziende e interessi economici.
- Un medico che sveglia i pazienti e li spinge a ragionare, e insegna loro a difendersi.
- Un medico che svela apertamente e pubblicamente truffe e inganni e i dietro le quinte della sanità marcia.
- Un medico che invece che accettare lo schifo nel suo ambiente professionale e adeguarsi, ha sempre fatto, nel suo piccolo, qualcosa di attivo a livello pubblico, almeno per limitarlo, quel poco che era possibile.
Uno da fermare, insomma.
Ma nonostante tutto, per poter ridare assistenza ai miei pazienti più che per me stesso, dopo l’interruzione forzata e completa della mia attività per quasi 7 mesi (non era prudente nemmeno fare solo informazione e divulgazione all’epoca volendo iscrivermi nuovamente avendomi loro cancellato, in modo ovviamente assolutamente illegale, per trasferimento all’estero, avvenuto e perfettamente noto dal 2012) mi sono iscritto nuovamente a giugno del 2024 a un nuovo Ordine provinciale (Roma).
Per rimettermi in pratica di nuovo sotto regime, ma stavolta cercando il più possibile di non avere alcun atteggiamento provocatorio, pur mantenendo ovviamente la mia dignità morale e libertà di espressione, ma nel frattempo organizzando strategie per continuare a dare molto ai pazienti (legalmente) pur senza essere iscritto all’Albo, visto che non ero molto convinto che la mia ritrovata iscrizione sarebbe durata a lungo senza problemi.
E avevo ragione a non essere ottimista. La calma è durata molto poco perché ormai la persecuzione nei miei confronti (e non sono certo l’unico medico “perseguitato” per ragioni che con la Medicina non hanno nulla a che vedere) era avviata da anni.
Già dopo un anno e cinque mesi ecco infatti nuova convocazione in Italia (dalla Cambogia, cosa per me davvero impossibile anche economicamente), per mettermi nuovamente sotto procedimento disciplinare (ma la convocazione da sola costituisce passo obbligatorio ma non un procedimento avviato, e pertanto è consentito cancellarsi), senza nemmeno conoscerne i motivi perché non hanno nemmeno il dovere di comunicarli a quanto pare.
Mi hanno solo obbligato a presentarmi e non facendolo avrei aggravato la mia posizione, che non so nemmeno quale sia, di fatto, e cosa stavolta non gli stesse bene.
Magari non lo sapevano manco loro, e lo avrebbero deciso dopo al bisogno, contando sul fatto che non mi sarei mai presentato in Italia dalla Cambogia apposta per questo, il che è considerato già da solo mancanza di rispetto verso la loro autorità e motivo per essere giudicati e sospesi dall’Albo, pure se non hanno null’altro da imputarti.
A questo punto ho detto davvero “Basta!” e visto che la legge me lo concede mi sono definitivamente cancellato io, onde evitare che la mia attività professionale terminasse comunque prima o poi per opera loro e di soprusi assolutamente arbitrari.
E credo sia senz’altro meglio presentarsi come un medico che ha scelto di dire “Basta!” e che si limita a dare corretta informazione (mia principale attività comunque da anni) piuttosto che un medico sospeso o radiato o cancellato, qualunque siano le ragioni, che non verrebbero nemmeno ascoltate, per superficialità.
Con la mia consueta trasparenza che da sempre mi appartiene, ecco la prova, se necessaria, che mi sono cancellato volontariamente e non sono stato né sospeso, né peggio radiato, né cancellato da nessuno, ma sono stato proprio io a dire “Basta!”, e definitivamente, nel caso qualcuno mettesse in giro voci non corrispondenti al vero.
E ora, anche se non sono più ufficialmente un medico abilitato in esercizio professionale, sono finalmente e definitivamente un medico libero.
Libero di aiutare comunque i pazienti con informazione corretta e dire o scrivere tutto quel che reputa giusto e di seguire i suoi principi morali e l’interesse del paziente e non quello dei medici che non hanno voglia di fare i medici o che mettono al primo posto il loro interesse e non quello del paziente, o di aziende o di altri.
Perché evidentemente tra i vari articoli del Codice Deontologico, quello da me certamente sempre rispettato, ma il meno applicato proprio da quelli che impongono le loro regole (incluse quelle generiche a libera interpretazione) e che giudicano e puniscono chi non le rispetta, dice che:
L’esercizio professionale del medico è fondato sui principi di libertà, indipendenza, autonomia e responsabilità… senza sottostare a interessi, imposizioni o condizionamenti di qualsiasi natura.
Ma ovviamente si riferiscono (anche se forse sottinteso e non espresso) a condizionamenti da parte di altri, mentre l’Ordine dei Medici, che scrive questo, può invece condizionare in ogni modo e toglierti ogni libertà, ogni indipendenza e ogni autonomia, inclusa proprio quella di poter lavorare.
Ma soprattutto perché anni fa ho fatto un giuramento, quello mio, non quello, molto discutibile, di Ippocrate, e continuo a rispettarlo anche a costo di “suicidarmi” professionalmente, se non esiste altra soluzione pratica per conciliare la professione medica come è consentito farla con il mio imperativo categorico morale.
E come diceva Rossella O’Hara… “dopotutto, domani è un altro giorno”. E il mio domani… è ormai già oggi!
E il futuro?
E finiamo questa pagina come abbiamo cominciato…
Ho 60 anni (portati bene 🙂 ma sono 60 (e a breve 61!). Già… 60 anni, ma anche …solo 60 anni!
Non lo so quanto durerò, come non lo sa nessuno. Ma di fatto sono un 60enne senza lavoro retribuito, senza pensione (non ho maturato gli anni sufficienti e comunque sarebbe stata misera), senza altra forma di sostentamento. E tutto questo per aver sempre messo al primo posto i miei principi etici e morali.
Ma sono ancora uno che dà tanto e che continua ad essere molto attivo nella sua “missione”: informare, divulgare, e mettere a disposizione di tutti una terapia con la quale ho potuto aiutare tante persone oltre che la mia piena assistenza.
Continuo a fare ricerca, a migliorare la terapia, ad offrire consulenze a chiunque voglia del tutto gratuitamente, a fornire informazioni dettagliate sulla terapia, ad organizzare videoconferenze, ad aggiornare il sito e scrivere nuovi articoli.
Insomma ci sono ancora e pienamente attivo, forse anche più di prima, sebbene in modo differente.
Sono già due anni e mezzo che riesco (anche grazie al fatto che qui in Cambogia la vita costa poco) ad andare avanti solo con le donazioni volontarie (non chiedendo comunque più nulla sin da novembre del 2023) dei pazienti che si rivolgono a me per avere la mia consulenza o di quelli che reputano giusto sostenermi per tutto quel che ho dato a tante persone per tanti anni e che continuo a dare.
Ma ho bisogno e avrò bisogno ancora del sostegno con donazioni volontarie, almeno di chi reputa giusto aiutare chi ha fatto e fa ancora tanto per aiutare gli altri.
Se ritenete che in qualche modo io me lo sia meritato e continui a meritarmelo, non dimenticate che la mia unica risorsa sono le donazioni volontarie da parte dei pazienti e dei lettori di questo sito.
Io do per voglia di dare e non per quel che ricevo in cambio. Ma se lo ritenete moralmente giusto e in qualche maniera ritenete di aver ricevuto, ricordatavi anche di me e di dare e non solo di voi stessi e di ricevere. Grazie.
Per accedere direttamente a specifici argomenti, alle testimonianze dei pazienti, alle videoconferenze, al glossario di termini e definizioni, al Blog Idrope News con articoli di approfondimento, riflessioni e altro ancora, a informazioni su di me o su come prenotare una consulenza, per contattarmi via WhatsApp o Telegram, per collegarvi alla mia pagina Facebook o al canale YouTube, per restare sempre aggiornati iscrivendovi alla Newsletter, o per altro, potete utilizzare il menu, o i contatti, link e pulsanti a fondo pagina. Il sito è interattivo con possibilità di commentare o fare domande in ogni pagina.
Dott. Andrea La Torre
AVVISO IMPORTANTE: Il Dott. Andrea La Torre, medico dal 1989 e specialista in Otorinolaringoiatria dal 1993, attualmente residente in Cambogia, il 13 novembre 2025 ha richiesto la cancellazione volontaria, con effetto immediato, dall’Albo dell’Ordine dei Medici, per motivi che sono spiegati altrove, nella pagina dedicata a raccontare la mia storia professionale.
Pertanto l’attività medico specialistica di diagnosi e prescrizione diretta di terapia, dopo 36 anni di professione medica e 32 anni di attività specialistica libero-professionale, è interrotta definitivamente.
Resta comunque pienamente disponibile l‘attività di videoconsulenza informativa e di divulgazione della terapia, del tutto gratuite, e la disponibilità a collaborare pienamente e gratuitamente con altri medici ai quali andranno richieste eventuali prescrizioni, fornendo comunque al paziente, oltre a informazione diretta circa sintomi e disturbi e terapia anche mediante invio di documenti informativi dettagliati, supporto, chiarimenti, orientamento, guida al ragionamento e risposte alle sue domande.
In un settore medico specialistico dove predomina la disinformazione e la confusione, come quello di cui mi sono occupato per tanti anni, poter contare su corretta informazione e aiuto alla comprensione dei propri disturbi e sul mio supporto alla terapia, e del tutto gratuitamente e senza nemmeno spostarsi da casa, è comunque cosa certamente utile e da non sottovalutare.
Per maggiori dettagli e spiegazioni sulle mie consulenze informative potete consultare la pagina Informazioni per consulenze.
Per qualunque necessità o chiarimento potete comunque contattarmi su WhatsApp al n. +85595212623. Grazie.
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buongiorno Dottore Andrea la Torre..mi chiamo Gigliotti Barbara vivo in Calabria e dal 2017 quando sono andata in menopausa soffro di acufeni ..ho la meniere.aiutatemi per favore🙏🙏grazie
Ho visto solo ora ma già ha prenotato consulenza
Va bene. Ho letto con attenzione tutta la sua disamina delle terapie per la Menière praticamente tutte inefficaci. Alla fine, nonostante tutta la ribadita sua onestà intellettuale, non rivela con 2 parole quali siano le basi della sua proposta di cura. Glielo dico onestamente (perché anch’io per 40 e più anni ho esercitato ed esercito la nostra bella professione) ciò mi lascia molto perplesso.
Se leggi la pagina sbagliata, collega (mi permetto del tu come facciamo tra medici di solito) ovvio che non puoi sapere. Ho fatto moltissimi video e pagine per spiegare la terapia e in particolare spiego moltissimo sulla terapia in https://idrope.info/terapia-per-idrope/ alla quale puoi accedere anche dal menu di questo sito. Se poi per “basi” ti riferisci proprio alle basi che giustificano la terapia stessa, beh, l’intero sito https://idrope.info serve a questo e porta in modo progressivo da anatomia e fisiologia fino alla terapia.
Inoltre tutti i medici se interessati e ancora attivi professionalmente possono anche avere direttamente l’intera visione di ogni versione della mia terapia in visione con i dettagli, inclusi i farmaci usati e le dosi, che per i motivi spiegati in quella stessa pagina non fornisco pubblicamente a tutti. Resto a completa disposizione per chiarimenti anche in privato attraverso il numero WhatsApp disponibile in ogni pagina in fondo. Grazie.