Indice apprendimento guidato idrope.info

Indice del percorso di apprendimento guidato di idrope.info

Avete anche in alternativa dei percorsi di apprendimento guidato mirato con un numero di pagine limitato, qualora vi interessi un solo sintomo o disturbo specifico, sebbene sia da me consigliato di seguire l’apprendimento progressivo in modo completo. È sufficiente selezionare da qui a quale sintomo siete interessati per accedere a una pagina indice tematica dove vi vengono presentate in ordine progressivo un numero ridotto di pagine relative solo alla comprensione dalle basi alla terapia per quel disturbo specifico. Potete accedere da qui o dal menu nella sezione SINTOMI.


1. Introduzione all’idrope

Gli acufeni (fischio, ronzio, fruscio ecc.), le alterazioni dell’udito (ipoacusia neurosensoriale, disacusia), le crisi di vertigine ricorrenti, il disequilibrio soggettivo, il senso di pressione auricolare o di orecchio chiuso (fullness), l’iperacusia (fastidio per i rumori) e perfino la chinetosi (mal di viaggio) possono tutti essere causati, isolatamente o in associazione, da una condizione reversibile e curabile di aumento di volume e pressione dei liquidi dell’orecchio interno (idrope), che crea una disfunzione delle cellule ciliate della coclea e/o dei recettori vestibolari nel labirinto (orecchio interno). Quando tutti questi sintomi sono presenti si parla di Malattia o Sindrome di Meniere, ma idrope e Meniere non sono assolutamente sinonimi.

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2. Cos’è l’idrope?

Definiamo idrope endolinfatico l’aumento del volume di uno dei liquidi dell’orecchio interno, l’endolinfa. Si tratta di una situazione anatomo-patologica ben nota, e dimostrata da molti anni quale meccanismo alla base della malattia di Meniere, quando ci sono tutti i sintomi. Ma l’idrope è ancora molto sottovalutato come causa dei singoli disturbi, che possono anche presentarsi isolatamente, senza un quadro completo di sindrome di Meniere.

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3. L’ orecchio

Per capire come si può fare diagnosi e comprendere i singoli sintomi dell’orecchio, e in particolare quelli creati dall’idrope, è indispensabile conoscere, almeno nelle basi, come è fatto e come funziona l’orecchio, e il suo duplice ruolo, ovvero le due funzioni che quest’organo svolge. Le conoscenze di base di anatomia e fisiologia possono aiutare a capire molto dei sintomi che possono derivare dall’orecchio, e sono fondamentali.

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4. L’ udito

L’udito (funzione uditiva) vede coinvolto l’intero orecchio, esterno, medio e interno, ma con funzioni diverse. Mentre l’orecchio esterno e medio hanno una funzione puramente meccanica, nell’orecchio interno avviene il processo di trasformazione delle onde acustiche meccaniche in un segnale bioelettrico, l’unico tipo di segnale che il cervello può ricevere. Capire questo e come si svolga la funzione uditiva è fondamentale per comprendere l’origine dei problemi di udito e, soprattutto, degli acufeni.

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5. La funzione vestibolare

La parte posteriore dell’orecchio interno, detta labirinto posteriore, ha il compito d’informare il cervello circa i rapporti tra il nostro corpo e lo spazio circostante, per aggiustare automaticamente in modo adeguato posizione e rotazione degli occhi, e il tono muscolare per permettere il corretto equilibrio. Capire come si svolga la funzione vestibolare dell’orecchio interno è fondamentale per comprendere vertigini e disequilibrio soggettivo.

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6. Idrope e ADH

La scoperta, ormai da molti anni, del ruolo dell’ormone antidiuretico (ADH) quale regolatore principale dell’endolinfa, ha permesso di comprendere meglio l’idrope endolinfatico, almeno a chi vuole comprendere, e mi ha dato la possibilità, già dal 1998, di proporre un trattamento specifico, ideato prima sulla base del solo ragionamento basato sulla conoscenza della fisiologia del corpo umano e poi confermato sempre di più anche dalla letteratura scientifica, sebbene paradossalmente di tutte le scoperte e conferme scientifiche la maggior parte degli specialisti sembri ignorare tutto o comunque non tenerne alcun conto. Le informazioni che do e spiego in questa pagina sono di importanza fondamentale per comprendere l’idrope e il meccanismo d’azione della terapia contro l’idrope.

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7. Il ruolo dello stress

È ormai appurato, senza alcun dubbio, come da me sostenuto da moltissimi anni e come riconosciuto anche dalla maggior parte dei pazienti e anche dalla letteratura scientifica, ma apparentemente tenuto in conto molto meno dai medici, che esiste una stretta relazione causale tra ansia, stress e idrope, che ci permette di considerare l’idrope come una condizione psicosomatica. Anche se sarebbe meglio definirla stresso-somatica, termine da me inventato, ma che rende l’idea, visto che lo stress non è solo psicologico, ma di ogni natura, incluse variazioni atmosferiche, disturbi del sonno, patologie concomitanti, ciclo mestruale e molto altro ancora. 

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8. Le basi per la diagnosi

Acufeni, ipoacusia, disacusia, iperacusia, vertigini, disequilibrio soggettivo, sensazione di orecchio pieno o pressione (fullness) sono disturbi che vengono creati sempre nell’orecchio o comunque nell’apparato uditivo e vestibolare. Se questo è ovvio per i problemi di udito o per la fullness dell’orecchio, quel che è importante capire da subito è che acufeni, vertigini o disequilibrio soggettivo si originano sempre a livello del complesso orecchio interno / nervi acustico e vestibolare, con la sola eccezione, per i soli acufeni, di una possibile produzione a livello delle vie uditive centrali. Come forse avrete sentito dire questi disturbi, e in particolare gli acufeni, sono spesso definiti la “tomba dell’otorino” a sottolineare l’impotenza degli specialisti nel poter capire e curare questi problemi, a meno di non trovare, come di fatto poi è avvenuto, un modo di guadagnarci sopra pur senza averci comunque capito nulla. Leggendo questa pagina e quelle successive di questa sezione “La Diagnosi” capirete come alla fine quella tomba, medici e anche specialisti, se la scavano da soli, pretendendo di far diagnosi senza pensare. O rifiutandosi di farla proprio per mancanza di voglia e capacità di ragionare.

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9. La valutazione dei sintomi

In questa pagina vi spiego come si devono valutare i sintomi per capire se ci troviamo davanti certamente a una situazione reversibile e trattabile o se semplicemente non siamo in grado di saperlo, fermo restando che un danno permanente intrattabile è impossibile da verificare. Sebbene la ricerca recente abbia dimostrato l’esistenza di altri meccanismi che potrebbero portare a disfunzione reversibile, il meccanismo patogenetico più probabile e più frequente e l’unico dimostrabile, resta l’idrope endolinfatico. E come capirete in questa pagina non esiste alcun modo, nemmeno in presenza di sintomi fissi e invariabili, di escludere l’idrope o, in generale che la causa dei disturbi possa essere reversibile e trattabile con la terapia adeguata. Esistono di fatto acufeni e problemi di udito intrattabili (forse), ma di sicuro in nessun caso questo può essere affermato a priori.

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10. La ricerca delle cause

Per molto tempo io ho insegnato ai pazienti che, parlando di “cause” di acufeni, vertigini o disequilibrio, udito e fullness e altri disturbi dei quali mi sono occupato per anni, tutto quel che potevamo sapere è escludere a priori che ci siano cause pericolose, tumori cerebrali e altro, che non si manifestano mai con questi sintomi, che la sede di origine è l’orecchio interno o comunque solo l’apparato uditivo e vestibolare e, con i criteri visti nella pagina precedente, che è idrope, almeno nei casi in cui possiamo affermarlo, senza poter comunque mai affermare che ci siano danni permanenti. La visione tradizionalmente da me diffusa fino a poco fa era insomma che la causa primaria alla base di tutto non la potevamo individuare quasi mai. E che anche la causa dell’idrope, non la conoscevamo. Una visione pratica finalizzata alla cura, ma forse eccessivamente semplificata. Ma recentemente ho deciso di effettuare con l’aiuto dell’intelligenza artificiale una attenta e approfondita analisi delle varie scoperte scientifiche incluse quelle più recenti, esaminando molte migliaia di lavori scientifici che, anche se spesso non ci danno la risposta diretta, permettono come sempre di ricavarla con il ragionamento. Come già spiegato nella sezione LE BASI parlando di ADH oggi possiamo infatti “promuovere” ADH, stress e carenza di acqua (bere poco) da fattori implicati e favorenti a vere e proprie cause. E inoltre ci potrebbero essere ulteriori “cause” non direttamente legate all’idrope pur se connesse comunque ad ADH e a stress. In questa pagina fondamentale del percorso di apprendimento guidato vi spiego molte cose e anche come si deve ragionare sulle “cause” ed i possibili errori di logica, includendo molti aggiornamenti che portano, o potrebbero portare in futuro, anche ad applicazioni pratiche per la terapia.

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11. Gli strumenti per la diagnosi

Dovrebbe essere ormai chiarito, dalla lettura delle pagine precedenti di questa sezione, che lo strumento principale per la diagnosi dei disturbi dell’orecchio interno e dei suoi sintomi specifici è il ragionamento diagnostico basato su applicazione della logica a basi di anatomia e fisiologia, soprattutto considerando che non è possibile visitare l’orecchio interno in alcun modo. Avendo scelto, già nel 2009, di occuparmi solo di alcuni disturbi particolari e non di Otorinolaringoiatria in generale, e avendo per questi superato la necessità di effettuare esami diagnostici, grazie all’uso sistematico del ragionamento clinico deduttivo, e avendo capito che nessun esame diagnostico, salvo eventuale esame audiometrico e impedenzometrico per ipoacusia e fullness se non precedentemente eseguiti, o l’eventuale risonanza magnetica in casi particolari, sin dal 2011 (e non solo in conseguenza della pandemia di nove anni dopo, come per molti altri), ho sempre offerto consulenza e successiva assistenza in collegamento audiovideo (videoconsulenza) fino a quando ho smesso, di fatto, di esercitare. E ancora oggi la utilizzo per offrire consulenze informative e divulgazione e supporto alla terapia. La videoconsulenza comporta solo grandi vantaggi e nessun limite come vi spiegherò in questa pagina, non essendo comunque necessario, per specifici disturbi quali acufeni, ipoacusia neurosensoriale, vertigini e altri disturbi da idrope, visitare orecchio, naso o gola o altro, che non darebbe alcuna informazione ulteriore per la diagnosi o la terapia. Ciò nonostante, visto che, nella pratica quotidiana, molti specialisti ricorrono, chi più chi meno, ad esami diagnostici o comunque li prescrivono da effettuare altrove, ritengo importante che anche i vari esami e il loro possibile significato clinico, e anche i frequenti errori di esecuzione o interpretazione siano noti, soprattutto ai pazienti. In questa pagina vi darò quindi anche più informazione possibile su ogni esame diagnostico.

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12. I sintomi da orecchio

L’idrope non è, ovviamente, la causa di ogni sintomo a carico dell’orecchio, così come non è sempre l’orecchio interno la sede di origine di tutti i disturbi. Alcuni problemi possono essere dovuti ad alterazioni anche dell’orecchio esterno e medio e alcuni altri, anzi, solo da questi, non potendo originare nell’orecchio interno. E altri sintomi riferiti all’orecchio potrebbero perfino essere generati altrove. Qui li vedremo sinteticamente tutti, anche quelli originati nell’orecchio esterno e medio, o al di fuori dell’orecchio ma percepiti come sintomi da orecchio, e per ognuno vi darò definizione e termine medico corrispondente, sede possibile di origine, meccanismo, e cosa serve per la diagnosi. Per i sintomi e disturbi specifici otoneurologici da orecchio interno avete poi approfondimenti più avanti in capitoli specifici nella sezione dedicata a Sintomi e Disturbi.

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13. Le diagnosi… degli altri

In questa pagina passeremo in rassegna quanto si crede o viene affermato e le “diagnosi” che i pazienti ricevono da altri specialisti, con la mia critica, per ognuna di queste “diagnosi”, che spesso non sono affatto patologie autonome o hanno meccanismi differenti da quelli ipotizzati. Una pagina utile ai pazienti, e ai medici, che vogliono comprendere quante diagnosi errate vengono fatte o letteralmente inventate, per totale mancanza di ragionamento, magari solo basandosi sugli esami (quando fatti) o su errori logici che dovrebbero essere evitati. A volte mi chiedo se i medici e in particolare gli specialisti che si occupano di vertigini e sintomi uditivi ci sono o ci fanno. Se fossero solo stupidi, ignoranti o pigri come mai alla fine non c’è mai nessuna diagnosi complessa “declassificata” a problema più facile e più economico da trattare, ma solo e sempre il contrario? Il flusso è sempre: da periferico (orecchio) a centrale (sistema nervoso), da semplice a complesso, da verificabile a non verificabile, da terapia breve a terapia lunga, da economico a costoso. È un caso? Una coincidenza? Per molti anni si diceva solo “te lo devi tenere”. Oggi si dice “devi pagare”, e spesso poi… te lo devi comunque tenere! In altre pagine del sito vi fornirò maggiori dettagli e spiegazioni per alcune “diagnosi” come la malattia di Meniere e la chinetosi, alle quali sono dedicate pagine specifiche, ma anche per l’ipoacusia improvvisa, la vertigine parossistica posizionale benigna, la PPPD.

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14. Acufeni e non acufeni

La definizione corretta di acufene è: percezione acustica non prodotta da alcuna sorgente sonora né esterna né interna al nostro corpo. Eppure molti medici ancora definiscono acufene qualunque rumore non prodotto da sorgente sonora esterna. In quelle poche parole omesse, o aggiunte, visto che basterebbe dire nessuna sorgente sonora, sta una differenza incredibile, che è uno dei primi ostacoli alla comprensione di cosa siano davvero gli acufeni. Non si possono definire allo stesso modo due cose completamente diverse riunendole nello stesso termine e cercare un’origine comune.

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15. Ipoacusia e disacusia (udito)

Sebbene siano pochi gli specialisti che tengono davvero in conto questa importantissima differenza, avere un problema di udito può significare due cose ben distinte, che ovviamente possono associarsi nello stesso paziente, una riduzione quantitativa dell’udito, che definiamo ipoacusia,  o una alterazione qualitativa, per la quale è corretto usare un termine diverso, disacusia. Ovviamente i due problemi possono essere associati. Ogni alterazione dell’udito viene dall’orecchio, ma considerare separatamente ipoacusia e disacusia è molto importante per comprendere la parte dell’orecchio dalla quale si origina il problema di udito.

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16. Fullness e orecchio chiuso

Nonostante venga spesso confuso dagli stessi pazienti con l’ipoacusia, con la quale peraltro si può associare, per fullness intendiamo una percezione non acustica ma fisica. Mentre l’ipoacusia è un fenomeno di tipo acustico, corrispondente a una riduzione dell’udito, la fullness è un sintomo fisico che viene avvertito indipendentemente dalla presenza di rumori esterni, anche nel silenzio, corrispondente a un senso di orecchio chiuso o bloccato o di pressione. In realtà orecchio chiuso o pressione sono due cose diverse, ma anche i pazienti spesso le confondono.

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17. Iperacusia e fonofobia

Per iperacusia non intendiamo, come il termine potrebbe far credere, la capacità di avere un udito migliore del normale, quanto il fastidio per rumori o suoni esterni, anche a volumi tali da non essere normalmente fastidiosi. Deve essere distinta dalla fonofobia, un disturbo non dell’orecchio ma psichico, corrispondente a una reazione di allarme nei confronti del rumore e di esagerata preoccupazione  verso gli stimoli acustici, giustificata dall’iperacusia o solo da paura o alla consapevolezza di avere un problema a carico dell’orecchio, quando non sia pura espressione di patologia psichica.

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18. Cosa sono le vere vertigini?

La corretta definizione di vertigine (dal latino vertĕre = volgere, girare), la vera vertigine, è falsa, illusoria, non reale, percezione di movimento dell’ambiente rispetto al nostro corpo o del nostro corpo rispetto all’ambiente. In una vera vertigine ci deve essere la percezione soggettiva di movimento o spostamento, che può manifestarsi come crisi acuta o con una sensazione continua o variabile di disequilibrio soggettivo. Tutte le vere vertigini vengono sempre dall’orecchio interno (labirinto), e tutte le vertigini ricorrenti o recidivanti e la percezione non reale di disequilibrio derivano sempre dall’idrope e mai da danni permanenti irreversibili.

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19. Vertigini acute ricorrenti

Per crisi di vertigini acute ricorrenti intendiamo attacchi di vertigini temporanee, ripetuti nel tempo, con intervallo variabile, con percezione acuta, non reale, di movimento, di solito, ma non obbligatoriamente, di tipo rotatorio, dell’ambiente circostante rispetto al nostro corpo o del nostro corpo rispetto all’ambiente, di durata e intensità variabile perfino nella stessa persona in epoche o crisi differenti. Per parlare di crisi ricorrenti o recidivanti, ovviamente, devono essercene almeno due, ma, a volte, separate tra loro perfino da anni. Tutte le crisi acute ricorrenti recidivanti sono sempre dovute all’idrope endolinfatico.

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20. Disequilibrio soggettivo

Percezione soggettiva di movimento del proprio corpo non corrispondente a vera perdita di equilibrio. Dal punto di vista pratico lo possiamo definire come uno stato di vertigine soggettiva con sensazione più o meno continua, ma non reale, di difficoltà a mantenere l’equilibrio, simile a quel che si prova stando in piedi, fermi o in movimento, su una superficie instabile o in barca. Origina sempre da un’errata informazione da parte dell’orecchio interno, e non è affatto una vertigine psicogena, ma la percezione cosciente del disturbo e il fastidio effettivo dipendono in gran parte anche da fattori psichici.

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21. Cadute senza vertigine

Nota anche come crisi di Tumarkin, è l’unica situazione potenzialmente pericolosa, ma per fortuna molto rara, tra i disturbi dei quali mi occupo. Si tratta di una caduta brusca, senza alcun preavviso, senza crisi acuta di vertigine, senza contemporanea comparsa o modifica di altri sintomi da idrope, e senza alcuna perdita di coscienza. Viene sempre dall’orecchio interno, ma non è una vertigine. Si ritiene che sia espressione di un improvviso aumento dell’endolinfa (idrope), con stimolazione brusca del recettore del sacculo, ma senza stimolazione dei canali semicircolari e, quindi, senza crisi di vertigine acuta.

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22. Oscillopsia

Sensazione che, a occhi aperti, l’ambiente circostante si muova con il movimento della testa. Si tratta, per fortuna di un disturbo piuttosto raro, che potrebbe essere anch’esso un sintomo creato dall’idrope. Avendone visti due o tre casi in tutta la mia vita professionale, ovviamente posso dare poca informazione e nemmeno molto affidabile, ma è giusto che anche questo raro sintomo sia conosciuto dai pazienti e dai medici.

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23. Chinetosi

La chinetosi o cinetosi o mal di viaggio (definita in inglese come motion sickness, malattia del movimento) è un disturbo comune e frequente corrispondente alla comparsa dei soli sintomi neurovegetativi che possono accompagnare la vertigine, nausea, vomito e altri, ma senza vertigine, in risposta a movimenti sollecitanti e prolungati su un mezzo di trasporto.Ho motivo di ritenere, sebbene non possa provarlo con certezza, che anche la chinetosi sia sintomo da idrope. E comunque sembra che la terapia per idrope riesca a curarla, almeno nei pazienti che si rivolgono a me per altri disturbi da orecchio interno.

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24. La verità sulla Meniere

Prima di tutto, la malattia di Meniere, in realtà, non esiste! Si dovrebbe definire semmai sindrome di Meniere, in quanto con la parola sindrome si intende, in Medicina, un insieme di sintomi. E la Meniere è nient’altro che l’associazione, nel corso della vita, di almeno due episodi di vertigine “della durata di almeno 20 minuti“, con ipoacusia, acufene, fullness fluttuanti. Sono passati oltre 160 anni da quando il Dott. Prosper Ménière ha descritto questa sindrome ma ancora, tra gli specialisti, regna sovrana la confusione.

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25. La terapia per idrope

Il trattamento da me ideato e proposto ai miei pazienti prevede l’abbinamento, con modalità diverse in base ad alcune caratteristiche specifiche, di componenti sinergiche farmacologiche e non farmacologiche, volte a contrastare l’idrope, principalmente (ma non solo) creando un antagonismo specifico nei confronti dell’azione dell’ormone antidiuretico (ADH), che sappiamo essere il principale regolatore dei liquidi dell’orecchio interno. Non è affatto una terapia sperimentale visto che, anche se con frequenti aggiornamenti, la propongo dal 1998, ed è stata prescritta, in tutti questi anni, a molte migliaia di pazienti.

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26. Cosa aspettarsi dalla terapia

La terapia non può guarire l’idrope in modo definitivo, come non può farlo nessuna terapia in medicina e per nessuna patologia, con l’eccezione delle asportazioni chirurgiche dell’organo malato o delle malattie infettive che lasciano immunità permanente. Sono possibili, ma non obbligatorie, recidive, comunque trattabili. Ma la terapia può farvi star bene spegnendo o migliorando, anche in base alla presenza o meno di possibili situazioni irreversibili, l’attuale condizione e permettervi una rapida risoluzione, in caso di recidiva, che potrebbe anche non esserci mai o presentarsi magari in forma leggera a distanza di anni. La verità è che non lo possiamo prevedere.

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27. Prevenzione e gestione delle recidive

Recenti ipotesi sul possibile ruolo diretto dell’ADH nel creare l’idrope e favorire le recidive, e perfino portare a sintomi irreversibili mediante alterazioni strutturali, portano a dare maggior importanza alla prevenzione delle recidive e non solo alla cura al momento in cui si presentassero, che andrebbe fatta precocemente evitando di soffrire il disturbo, per evitare che questo generi stress che potrebbe ritardare la risoluzione o aggravare la recidiva stessa. In questa pagina trovate alcuni consigli e strategie di prevenzione e gestione delle recidive.

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28. Le terapie… degli altri

In questa nuova ultima pagina del percorso di apprendimento guidato, riunendo il contenuto di due articoli già presenti da tempo nel blog Idrope News, vi spiego prima come deve essere valutata in generale una proposta di terapia, applicando questi principi di valutazione anche alla terapia per idrope, e quindi andremo nello specifico, presentando e criticando secondo logica molte diverse proposte di “cura” suddivise in quattro gruppi (truffe vere e proprie, mezze truffe, inganni e terapie inutili.)

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