Scusate il ritardo (e i limiti)

Idrope News

Il blog del Dott. La Torre


idrope.info | Scusate il ritardo (e i limiti)

Un post scritto originariamente anni fa e recentemente modificato in parte (2024), con un titolo preso al grande Massimo Troisi, dove vi spiego i limiti della terapia per idrope, anche se molti nel frattempo in effetti sono stati superati, grazie a un po’ di coraggio mio e alla enorme collaborazione dei miei pazienti e di qualche medico (pochi, ma buoni).


Se un merito mi riconosco (in realtà ne ho tantissimi, ma se li metto tutti insieme poi mi dite che sono vanitoso) è quello, nella mia professione, di non essermi mai seduto a compiacermi di quel che ho già ottenuto, ma di guardare sempre avanti a quel che ancora devo riuscire a ottenere, con un costante stimolo verso il miglioramento.

E certamente questo atteggiamento i suoi frutti li ha sempre dati.

Ma nel valutare ogni progetto oltre agli obiettivi e alle risorse bisogna saper valutare anche i limiti e qui proprio di quelli voglio parlarvi.

Se interessati ad approfondire questo argomento vi consiglio anche questa mia videoconferenza su Progetti, risorse e… limiti.


I limiti della terapia per idrope

La prima regola di un medico dovrebbe essere di non creare al paziente per nessuna ragione condizioni o conseguenze o effetti collaterali peggiori di quelli che aveva prima. E per fortuna, questa regola la ho sempre rispettata e mai questo è successo nella mia attività professionale. Questo è il primo dei limiti della terapia per idrope, quello che non deve mai essere trascurato.

Ma la seconda dovrebbe essere quella di fare il possibile per aiutare ciascun paziente a risolvere i suoi problemi e star bene, o almeno meglio, riguardo ai disturbi per i quali si è rivolto a me. Cosa che riesco a fare molto spesso, ma non sempre!

La terza, non meno importante, è di cercare di ottenere quel risultato sperato con il minimo costo per il paziente, non tanto o non solo in termini economici, quanto di difficoltà o stress nel seguire una cura.

Questi tre principi sacrosanti sono purtroppo in contrasto e mi portano alla conclusione di fare tutto il possibile, con il minor costo possibile in termini di difficoltà e stress, purché non si rischino effetti collaterali o conseguenze importanti o il fallimento della terapia. Il che ha un limite intrinseco, purtroppo. Come si dice… ho la coperta corta.

La corretta applicazione di questi principi richiede però il sapere con precisione quali siano questi rischi o quale sia il margine da non superare, o fin dove ci si possa spingere in entrambi i sensi, ovvero sia come intensità della terapia o dosi eventuali di farmaci, sia al contrario come alleggerimento della cura puntando a ottenere lo stesso risultato ma con minor stress o difficoltà per il paziente.

Ma resta il problema, comunque, anche se qualche passo in più progressivamente, lo ho fatto, del fin dove ci si possa spingere pur restando in sicurezza. Quanti pazienti sono portati al termine del percorso e magari senza risultati o con risultati non sufficienti pur potendo ancora, magari, fare di più? Per capire questo, insieme ai miei pazienti a volte portiamo avanti progetti di ricerca. Qualunque decisione viene preceduta da discussione con loro.

Insomma non mi siedo certo su quel che posso fare, dicendo che per quel che offrono altri, io faccio anche troppo. Ma la mia volontà e… ambizione di riuscire, non bastano.

Perché lì scatta il mio più che comprensibile non poter essere esperto di tutto e non poter sapere tutto, e la mia necessità, pertanto,  di farmi aiutare da altri esperti in un altro specifico settore, se voglio tentare di superare i limiti, restando in sicurezza, e aiutare sempre più pazienti che magari meriterebbero qualcosa di più. In particolare per l’impiego di farmaci.

Ma non posso andare a casaccio nella scelta del consulente a cui richiedere pareri o affidare i pazienti per un aiuto complementare. Perché come l’abito non fa il monaco, la laurea, da sola, (e manco la specializzazione) di sicuro non fa… il buon medico. E purtroppo spesso a trovare consulenti stabili affidabili e disponibili ho non pochi problemi.

Ma io non desisto e non mi accontento mai di quel che ho, come medico, ma anzi punto sempre a dare di più. Per quanto possibile. Per  ora vi chiedo di perdonare i miei molti (ma umani) limiti ancora presenti che si riflettono in limiti della terapia per idrope che posso proporre, e se un giorno li supererò, come molti limiti passati già superati, magari vi dirò solo…

“Scusate il ritardo…”



Dott. Andrea La Torre

idrope.info | Scusate il ritardo (e i limiti)
Clic per mandare un messaggio
idrope.info | Scusate il ritardo (e i limiti)
Clic per mandare un messaggio
idrope.info | Scusate il ritardo (e i limiti)
Iscriviti su
YouTube
idrope.info | Scusate il ritardo (e i limiti)
Iscriviti alla
Newsletter
idrope.info | Scusate il ritardo (e i limiti)
Seguimi su
Facebook
idrope.info | Scusate il ritardo (e i limiti)

Ogni contenuto di qualunque pagina di questo sito può essere liberamente copiato e diffuso, ma riportando l’autore, Dott. Andrea La Torre, e un link al sito idrope.info


Supporto al sito

L’informazione medica deve, secondo me, essere sempre gratuita e disponibile liberamente per tutti, e mai chiederò qualcosa per accedere al sito in forma completa, o un abbonamento, per nessun servizio offerto in questo sito.

Ma se ritieni questo sito utile e vuoi sostenerlo e aiutare a promuoverlo, il che comporta ovviamente per me dei costi, considerando anche che tutte le mie consulenze informative e la mia assistenza sono gratuite e che non ho alcuna altra forma di sostentamento al di fuori di donazioni volontarie, puoi dare un contributo volontario mensile ricorrente, anche minimo, accedendo da qui. Ma non sentirti mai in dovere di farlo. È sempre una scelta volontaria, che può essere modificata in qualsiasi momento. Grazie.


Scopri di più da idrope.info

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Pubblicato da Dr. Andrea La Torre

Specialista in Otorinolaringoiatria

Domande, critiche o suggerimenti? Puoi farlo qui.