Idrope News
Il blog del Dott. La Torre
AVVISO: Alcuni articoli del Blog Idrope News riportano mie idee o ricerche o ipotesi ormai in parte superate e da rivedere o modificare, e molti sono stati scritti quando ancora esercitavo come medico prima di decidere di cancellarmi volontariamente dall’Albo (novembre 2025). Progressivamente li sto rivedendo e aggiungendo, dove si potrebbero generare ambiguità sulla mia situazione attuale, una nota di aggiornamento, quando sia troppo complesso riscrivere l’intero articolo ma l’argomento dell’articolo sia comunque attuale e interessante. Ricordate comunque di integrare sempre il contenuto degli articoli con la lettura delle pagine principali del sito.

La comunicazione col medico ai fini della diagnosi o dell’interpretazione dei disturbi
In questo articolo vi do delle linee guida e suggerimenti per l’esposizione dei propri disturbi, ovviamente riferendomi solo a disturbi dei quali mi occupo (udito, acufeni, vertigini, e altri possibili disturbi da idrope) che hanno, proprio per particolarità di essere disturbi e non malattie, e per altre caratteristiche peculiari, una modalità di svolgimento della consulenza e informazioni importanti o non importanti differenti rispetto ad altri settori della Medicina.
La prima cosa che dovete sapere è che non spetta a voi, peraltro, sapere quel che è importante e quel che può essere tralasciato ma al medico. È compito (e responsabilità) del medico acquisire da voi tutte le informazioni che reputa importanti o decidere quali possono essere trascurate o non rilevanti, non vostro che non siete tenuti a saperlo. Ma saperlo aiuta sicuramente la collaborazione con il medico e può far sentire voi adeguatamente valutati pur in assenza di alcune informazioni date al medico o da lui richieste che per voi (per esperienza precedente con altri medici o con altri problemi di salute o anche solo per vostra idea personale) sembrano fondamentali.
1. Conta solo il presente e non il passato (specie se remoto)
Molti (la maggior parte) dei pazienti pensano che conoscere come il disturbo è comparso o in conseguenza cronologica con cosa o in associazione sia rilevante per il medico per capire davvero, come se questo permettesse di distinguere quadri diversi o proporre terapie differenti. Non è così. Ai fini dell’interpretazione di ciò che si ha oggi in realtà non conta nulla che il disturbo sia presente da molti anni o da pochi mesi o quale secondo voi sia stato il presunto elemento scatenante (quella che voi definite causa) o le diagnosi fatte da altri. E spesso non è nemmeno rilevante valutare pregressi esami effettuati.
Questo perché l’unico obiettivo dell’interpretazione diagnostica nel nostro caso è solo semmai dire da quale sede si origina il problema e identificare se si tratta di una situazione già spontaneamente (o con altre pregresse terapie, senza che questo faccia alcuna differenza qualunque sia il motivo per il quale ci sono state magari transitorie remissioni o fluttuazioni) reversibile o di un possibile, ma mai confermabile comunque, danno permanente irreversibile.
Scendendo nel particolare non esiste mai una scadenza temporale per escludere l’idrope e la condizione reversibile e quindi potenzialmente trattabile così come non esiste alcun presunto evento scatenante che possa far propendere più verso l’ipotesi di idrope e in caso di disturbi stabili e non variabili, ogni acufene vero, e ogni ipoacusia neurosensoriale indipendentemente dall’epoca di insorgenza recente o lontana, o dal presunto evento scatenante o dal comportamento nel tempo, può essere da idrope.
Insomma, non esiste alcun parametro per poter escludere a priori idrope e possibilità di cura di quel disturbo, e, soprattutto, non esiste alcuna alternativa terapeutica vera.
2. Abolire nomi di sintomi e diagnosi fatte da altri o lette in giro ma spiegarli, perché quel che significa una cosa per qualcuno potrebbe avere completamente altro significato per qualcun altro.
Quasi tutte le pagine del mio sito contengono definizioni o spiegazioni di come rapportare un determinato termine al suo significato. Se questo principio dovrebbe essere valido per tutto, in ogni forma di comunicazione, diventa fondamentale, nel nostro caso, proprio per la confusione che regna sovrana in questo settore, quando ci occupiamo di vertigini, acufeni, ipoacusia, iperacusia ecc.
Basta guardare le pagine del sito per capire quanto questo sia importante.
Voi dite di avere un acufene? Ok Ma è davvero un vero acufene quindi un segnale bioelettrico generato dall’orecchio interno in assenza di qualunque sorgente di rumore (ed è il caso di fischio, ronzio, sibilo ecc ovvero rumori che nella sua unità di tempo si presentano continuativi) o vero rumore (come nel caso di rumori intermittenti come crepitio, bollicine che scoppiano, battito del cuore, vibrazioni, segnali tipo codice morse ecc che con gli acufeni non hanno nulla a che vedere e hanno altro meccanismo?) Voi come pazienti potreste sbagliare ma di sicuro i medici sbagliando anche loro definendo tutto “acufene” non aiutano.
Idem con le vertigini che possono significare tante cose diverse, o per il termine ovattamento e molto altro.
E lo stesso vale per le diagnosi fatte da altri (o peggio da voi stessi). Ho avuto otite non significa nulla. Spesso in realtà magari avete avuto solo senso di orecchio pieno che potrebbe benissimo essere stato già sintomo da idrope ma erroneamente diagnosticato come otite da altri medici e non c’è mai stata nessuna otite.
3. I sintomi e i disturbi si espongono e si discutono uno a uno, individualmente, in ordine di importanza, senza accorparli cercando una causa comune
Potreste benissimo pur avendo vertigini ricorrenti certamente da idrope, avere invece una ipoacusia irreversibile interamente da danno permanente e incurabile (o magari perfino dovuta ad altre zone dell’orecchio che richiedono altra terapia) e un acufene solo parzialmente reversibile e trattabile. Due o più disturbi possono avere una origine comune o meccanismi e perfino sedi differenti e l’interpretazione va fatta individualmente per ognuno e non cercando di accorparli in una sindrome cercando a tutti i costi una causa e una spiegazione comune.
E ricordate che l’associazione o la sequenza cronologica tra diversi sintomi non ha da sola alcun valore diagnostico. E che nessun sintomo è la causa di un altro sintomo. Se il giorno dopo la comparsa di acufene vi arriva una crisi di vertigine non è stato l’acufene a causarvi la vertigine ma semmai potrebbe essere l’idrope che ha causato sia l’acufene che successivamente la vertigine.
4. Accettare che purtroppo nessuno può identificare con certezza la causa (evento primario scatenante) e che ogni causa che voi o altri ritengono certa è solo presunta, quando non è invece impossibile a priori che lo sia
Capito questo potete anche capire come molte delle informazioni che voi ritenete essenziali e fondamentali sono invece del tutto prive di significato ai fini dell’interpretazione del disturbo, sempre ricordando che se il medico (se sa fare il suo lavoro) non vi chiede espressamente qualcosa che invece sarebbe fondamentale, la colpa è sua e non vostra che non siete tenuti a sapere davvero cosa conti e cosa no. Non abbiate mai paura quindi di “dimenticare” qualcosa. Almeno con me.
Purtroppo anche qui, al di là della naturale voglia di raccontarsi, la colpa del desiderio di non trascurare alcuna informazione non è solo vostra come pazienti, ma anche del fatto che magari, in precedenza, altri medici hanno volutamente dato importanza a fattori scatenanti o coincidenti con l’inizio del problema, spesso perché, non sapendo che dire, vi hanno poi fatto una “diagnosi di comodo” basata su quel che voi stessi avete raccontato. E allora se siete andati a un concerto, la colpa è il trauma acustico e se avete mangiato una banana, la causa è la banana. Ma senza alcuna base logica per saperlo davvero. Potrebbe essere solo coincidenza o nascondere magari una secondaria azione sullo stress del quale non si tiene invece alcun conto nonostante la sua importanza in rapporto a questi specifici disturbi.
Ma poiché ai fini della terapia l’individuazione esatta della causa primaria non è importante (certo che ci piacerebbe conoscerla, ma non possiamo praticamente mai individuarla con certezza, qualunque cosa si faccia, e non aspettiamo certo di saperla con certezza per fare terapia, visto che questa agisce semmai sull’idrope indipendentemente da cosa lo avrebbe scatenato, mantenuto o riacutizzato, tenendo peraltro presente che l’idrope in sé è frequentissimo, anche in assenza di qualunque sintomo nella maggior parte delle persone) e non potendo prendere la macchina del tempo per impedire eventi già verificatisi in passato a poco serve essere certi sulla causa scatenante e quindi avere tante informazioni su questa, di fatto, ininfluenti.
Semmai quel che può essere importante è al contrario escludere che con certezza una determinata causa ritenuta tale da voi o dai medici lo sia davvero, soprattutto quando l’associazione errata o solo presunta causa-effetto, se riferita a qualcosa di volontariamente fatto, ha generato un senso di colpa ingiustificato, come se il problema ve lo foste creato voi o abbia comportato o possa comportare modifiche ingiustificate del vostro stile di vita. Pensate solo per dirne una a un musicista al quale viene spacciata come causa certa la musica, che magari potrebbe non aver avuto né avere alcun ruolo.
5. Ulteriori informazioni necessarie per la terapia
Qualora però si voglia fare terapia allora servono al medico molte altre informazioni, per essere sicuri di proporre una terapia realmente fattibile da quello specifico paziente, e senza alcun rischio nemmeno minimo di conseguenze, ovvero in piena sicurezza.
Io, conscio del fatto che il paziente potrebbe non sapere o non capire o non rispondere correttamente, non mi limito solo ad acquisire informazioni durante il colloquio ma faccio compilare un accurato questionario, spiego anche per iscritto ogni possibile avvertenza o controindicazione o necessità di variare qualcosa nella terapia, e richiedendo la valutazione del medico di base del paziente, visto che, in teoria, dovrebbe conoscere il paziente nella sua globalità meglio di me, o ricorrendo sempre a consulti con altri specialisti che seguono il paziente per altri motivi ogni volta che sia necessario.
Una domanda che non può mancare mai è: Ma questo sintomo, seppur presente, procura reale fastidio tanto da giustificare terapia? Perché appunto parliamo di disturbi, da curare solo se effettivamente disturbano, e non di malattie per le quali comunque ci sarebbe necessità di cura in ogni caso, anche in assenza di sintomi o disturbi.
A volte quel che serve è solo avere un medico capace di aiutare a capire quel che si può capire e sapere, e capace di insegnare ad accettare che non possiamo sapere e capire tutto. Ed è quello che per tutta la mia vita professionale ho sempre cercato di mettere al primo posto prima di avviare terapia, per la quale al primo posto è invece l’assoluta sicurezza con assenza garantita di alcun rischio possibile derivante dalla cura. Di sicuro con priorità perfino rispetto al possibile risultato.
Dott. Andrea La Torre
AVVISO IMPORTANTE: Il Dott. Andrea La Torre, medico dal 1989 e specialista in Otorinolaringoiatria dal 1993, attualmente residente in Cambogia, il 13 novembre 2025 ha richiesto la cancellazione volontaria, con effetto immediato, dall’Albo dell’Ordine dei Medici, per motivi che sono spiegati altrove, nella pagina dedicata a raccontare la mia storia professionale.
Pertanto l’attività medico specialistica di diagnosi e prescrizione diretta di terapia, dopo 36 anni di professione medica e 32 anni di attività specialistica libero-professionale, è interrotta definitivamente.
Resta comunque pienamente disponibile l‘attività di videoconsulenza informativa e di divulgazione della terapia, del tutto gratuite, e la disponibilità a collaborare pienamente e gratuitamente con altri medici ai quali andranno richieste eventuali prescrizioni, fornendo comunque al paziente, oltre a informazione diretta circa sintomi e disturbi e terapia anche mediante invio di documenti informativi dettagliati, supporto, chiarimenti, orientamento, guida al ragionamento e risposte alle sue domande.
In un settore medico specialistico dove predomina la disinformazione e la confusione, come quello di cui mi sono occupato per tanti anni, poter contare su corretta informazione e aiuto alla comprensione dei propri disturbi e sul mio supporto alla terapia, e del tutto gratuitamente e senza nemmeno spostarsi da casa, è comunque cosa certamente utile e da non sottovalutare.
Per maggiori dettagli e spiegazioni sulle mie consulenze informative potete consultare la pagina Informazioni per consulenze.
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