Medicina difensiva, paternalismo, passività: i veri ostacoli per avviare terapia per idrope

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Medicina difensiva

Che cos’è la medicina difensiva ?

La medicina difensiva è l’insieme di comportamenti che un medico adotta principalmente per proteggersi da possibili azioni legali o disciplinari, anziché perché clinicamente necessari. Si presenta in due forme:

  • Positiva o prescrittiva: prescrivere esami, visite o trattamenti aggiuntivi “per sicurezza”, anche se non indispensabili. 
  • Negativa o omissiva: evitare pazienti o procedure considerate a rischio, cioè rifiutare o non eseguire cure che invece potrebbero essere indicate. 

Perché è un problema per i pazienti ?

La medicina difensiva espone il paziente a esami o trattamenti inutili oppure — nella forma omissiva — a non ricevere cure appropriate.

Cosa dice la legge italiana ?

La riforma della responsabilità professionale (legge n.24/2017, nota come “Legge Gelli”) ha introdotto norme per chiarire responsabilità e criteri di valutazione e ha l’obiettivo esplicito — tra gli altri — di ridurre il ricorso alla medicina difensiva, incentivando l’adesione a linee guida e a procedure organizzative validate. In sostanza, un comportamento clinico adeguato e documentato secondo linee guida può ridurre l’esposizione a responsabilità civili/penali. 

In realtà in questo modo si obbligano i medici a seguire il così fan tutti e adeguarsi a linee guida (che nello specifico settore dell’orecchio interno praticamente non esistono, quindi l’unica linea guida è “non far nulla e dire che non c’è alcuna cura”). Bella soluzione! In pratica si dice “non fare medicina difensiva che se fai come fan tutti e non proponi nulla di nuovo, a costo di non fare niente, nessuno ti tocca”. Ovvero si invita a fare medicina super-difensiva mentre si esorta ufficialmente a non farla!

Se io avessi fatto così ancora sarei ancora fermo all’acufene “tomba dell’otorino”, alla Meniere incurabile se non distruggendo l’orecchio o a curarla con diuretici e dicendo di non bere acqua che ce n’è già troppa nell’orecchio, e a non capire manco cosa sia davvero un acufene o il disequilibrio soggettivo
.

La verità è che se sei un codardo, non dovresti proprio fare il medico! Non essere codardo non significa essere incosciente e far rischiare i pazienti, e io non lo sono mai stato. Significa batterti contro tutto e tutti, anche contro il tuo interesse personale per rispettare la ragione per la quale fai il medico. L’interesse del paziente.

Cosa dice il codice deontologico (anche se poi si cerca di ottenere il contrario)

Il Codice di Deontologia Medica richiama il medico a mettere al centro la sicurezza e il benessere del paziente, a basare le scelte su evidenze e documentazione clinica valutabile e a evitare atti che non siano giustificati dal punto di vista clinico. Pertanto il medico non dovrebbe adottare comportamenti ispirati esclusivamente alla tutela personale che risultino contrari all’interesse del paziente.

In teoria, perché poi in pratica dell’interesse del paziente, l’Ordine dei Medici se ne frega proprio e tutela molto più il proprio la propria autorità e l’immagine della classe medica, secondo il proprio arbitrario concetto di cosa un medico dovrebbe fare o essere, sia nell’attività professionale che nella sua vita personale.

Quanto è diffusa (statistiche disponibili) ?

Studi e indagini nazionali indicano che il fenomeno è rilevante: report istituzionali e ricerche riportano percentuali elevate di medici che dichiarano di aver praticato almeno qualche comportamento difensivo (per esempio una rilevazione AGENAS riporta che circa il 58% dei medici intervistati dichiara di praticare medicina difensiva; indagini più vecchie e sondaggi professionali hanno trovato percentuali anche più alte in specifici contesti). Alcune indagini segnalano che comportamenti difensivi risultano più segnalati in alcune fasce d’età.


Paternalismo e passività

Che cos’è il paternalismo (in ambito medico) ?

ll paternalismo, in senso etico e relazionale, è l’atteggiamento per cui qualcuno prende decisioni al posto di un’altra persona, credendo (o spesso volendo far credere) che ciò sia per il suo bene, ma senza rispettarne pienamente autonomia, volontà e capacità di scelta.

Nel contesto medico, il paternalismo si manifesta quando il medico decide cosa è “giusto” per il paziente senza coinvolgerlo realmente, limitando la sua possibilità di comprendere, valutare alternative e partecipare alla decisione sulla cura.

Oltre al paternalismo del medico verso il paziente, esiste anche la forma subita dal medico.

In questo caso il paternalismo proviene da ordini professionali, istituzioni sanitarie, norme o strutture organizzative che impongono comportamenti con la motivazione di “tutelare il medico” o “garantire sicurezza al paziente”, riducono la libertà decisionale clinica, limitano la possibilità di scegliere in base al caso concreto, sostituiscono la valutazione individuale con protocolli obbligati anche quando non sono adeguati alla specifica situazione.

Il meccanismo è lo stesso: qualcuno decide al posto di chi dovrebbe decidere, sostenendo di farlo “per il suo bene”, ma negando o riducendo l’autonomia, ritenendoti un cretino incapace di decidere che tu sia un paziente o che tu sia un medico.


Ruolo attivo contro passività

Le colpe del paziente non sono inferiori a quelle del medico

Spetta al paziente non accettare e contrastare paternalismo e medicina difensiva da parte dei medici e sostituirlo con ruolo attivo,  ma purtroppo, come detto, lo subiscono anche i medici e doverne tenerne conto, anche se, come non giustifico il paziente che lo accetta passivamente, non giustifico certemente il medico. Piuttosto uno smette di fare il medico e si sottrae al “paternalismo” come ho fatto io, invece che mettere sé stesso e la propria tutela davanti al paziente.

Il paternalismo (ovvero qualcuno che facendoti credere che lo fa per il tuo bene, decida per te), soprattutto nel caso del paziente che lo subisce da parte del medico è anche (e in gran parte) colpa del paziente che, non sapendo nemmeno cosa vuole o non essendo veramente convinto di nulla, lo favorisce e lo subisce. Nel caso del paziente sottomesso passivamente al medico questo è evidente. 

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E ho reso bene l’importanza del sapere e saper decidere cosa si vuole davvero con una delle mie vignette spiritose e che l’Ordine dei Medici avrebbe di sicuro (se ancora avesse avuto potere su di me) ritenuto “molto poco decorosa” per un medico… 😊

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Dovete sempre sapere quel che volete per evitare che qualcuno decida per voi, almeno quando questo è possibile.

E il primo strumento per capire cosa volete è sapere cosa potete chiedere a una terapia o a un medico. E per sapere, bisogna studiare per conoscere e capire. E chiedere spiegazioni e chiarimenti, per i quali io sono sempre disponibile, se non capite.

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In chiusura, ricordate che parte del vostro ruolo attivo è anche presentarvi da un medico motivati e convinti e sicuri di voler fare terapia senza paure irrazionali e pregiudizi e dopo averla veramente capita, o ben difficilmente otterrete aiuto e disponibilità reale da parte del medico. Ve lo dico anche con questo video.



Dott. Andrea La Torre

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Pubblicato da Dr. Andrea La Torre

Specialista in Otorinolaringoiatria

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