Idrope News
Il blog del Dott. La Torre
AVVISO: Alcuni articoli del Blog Idrope News riportano mie idee o ricerche o ipotesi ormai in parte superate e da rivedere o modificare, e molti sono stati scritti quando ancora esercitavo come medico prima di decidere di cancellarmi volontariamente dall’Albo (novembre 2025). Progressivamente li sto rivedendo e aggiungendo, dove si potrebbero generare ambiguità sulla mia situazione attuale, una nota di aggiornamento, quando sia troppo complesso riscrivere l’intero articolo ma l’argomento dell’articolo sia comunque attuale e interessante. Ricordate comunque di integrare sempre il contenuto degli articoli con la lettura delle pagine principali del sito.

Risonanza per idrope per pazienti e medici con la sindrome di San Tommaso
Che io sia un po’ strano e molto anti-conformista non è cosa nuova. E infatti il giorno della vigilia di Natale del 2025 ho deciso di pubblicare un articolo che sarebbe stato molto più appropriato a Pasqua 🙂 .
La “sindrome di San Tommaso” non è una malattia (avviso nevessario per ipocondriaci che si spaventerebbero di avere pure quella), ma solo un’espressione gergale utilizzata per descrivere un atteggiamento di estremo scetticismo esagerato. Si riferisce all’apostolo Tommaso che, secondo i Vangeli, si rifiutò di credere alla resurrezione di Gesù finché non poté toccarne con mano le ferite. Anche se, in questo caso, magari qualche dubbio era pure lecito averlo…
Però Tommaso fu più fortunato rispetto a quei pazienti o medici che sentono il bisogno di “dimostrare l’idrope” prima di avviare terapia. A lui bastò toccare le ferite e non esisteva il rischio che le ferite ci fossero ma non fossero visibili. E non ha nemmeno dovuto pagare un sacco di soldi per poter verificare.
Nel caso dell’idrope è invece importante che i pazienti sappiano come stanno le cose davvero, in piena trasparenza, per fare scelte appropriate per decidere cosa fare o come rispondere al medico, quando lo scettico fosse il medico più che il paziente stesso che ha capito meglio che non esistono vere alternative alla terapia per idrope.
Mi riferisco a una cosa di cui negli ultimi anni si parla tanto: la possibilità di “vedere” l’idrope con tecniche particolari di risonanza magnetica.
Ma siccome io, invece, sono affetto dalla Sindrome di Voltaire, quello che ritenendo la libertà un diritto fondamentale se ne uscì con “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo”, che può essere allargata anche al fare oltre che al dire, purché nel rispetto della altrettanto importante libertà altrui, è arrivato il momento di creare una piccola guida razionale per i vari San Tommaso che vogliono tutti i costi “vedere” l’idrope prima di trattarlo.
Ma con delle chiare premesse inevitabili che vanno conosciute e considerate bene.
Premessa 1: Come funziona la metodica specifica pr vedere l’idrope con la risonanza magnetica.
Per visualizzare l’idrope non basta una risonanza comune; occorre un macchinario ad alto campo (3 Tesla) e un protocollo specifico.
- Il meccanismo: Si inietta un mezzo di contrasto (gadolinio) che, dopo alcune ore, penetra nella perilinfa (uno dei due liquidi dell’orecchio interno) facendola apparire “brillante” o bianca nelle immagini.
- L’individuazione dell’idrope: L’endolinfa, invece, non assorbe il contrasto e rimane scura. In un orecchio sano, lo spazio scuro è minimo e sottile; in caso di idrope, lo spazio scuro appare dilatato, “invadendo” quello della perilinfa bianca. Questo contrasto visivo permette di confermare la dilatazione dei compartimenti liquidi.
Non si tratta quindi di una risonanza magnetica normale, ma di un esame specifico che richiede obbligatoriamente il contrasto e di effettuare l’esame circa quattro ore dopo la somministrazione del contrasto, e macchinari particolari.
Premessa 2: Affidabilità e limiti
- Alta specificità (se si vede c’è)…
Se l’esame è positivo, è estremamente affidabile (oltre il 95%). Non esistono quasi mai “artefatti”: se l’idrope viene visualizzato, esso è di solito effettivamente presente. Ma va ricordato che trovare l’idrope conferma solo la presenza di idrope, ma non garantisce che sia l’unica o l’effettiva causa dell’acufene, anche perché l’idrope può spesso essere presente anche in soggetti asintomatici, come confermato, oltre che da miei studi con elettrococleografia su molti soggetti sani, anche da molti altri, proprio con la risonanza magnetica. - … ma sensibilità limitata (potrebbe esserci anche se non si vede)
Ma, mentre nei casi conclamati di Sindrome di Meniere classica con tutti i sintomi magari presenti contemporaneamente, ovvero dove sull’idrope sono d’accordo tutti anche senza vederlo, la sensibilità, ovvero l’effettiva evidenza di idrope sembra essere molto alta, per sintomi recenti oppure lievi o isolati, la sensibilità della RM è molto più modesta (viene riferita come 20-30% o anche meno). Ciò significa che l’idrope potrebbe esserci ed essere causa dei sintomi ma comunque non essere visto in tre pazienti su quattro, diciamo. Un esame negativo apparentemente normale in caso, ad esempio, abbiate solo acufene o acufene e ipoacusia o disequilibrio, in pratica, non esclude l’idrope. E in caso di Meniere conclamata non serve certo verificare l’idrope visto che in quel caso lo ammetterebbero tutti.
Ragionando, ho pensato anche a una possibile causa di esame apparentemente normale nonostante ci sia idrope. Non l’unica causa di errore diagnostico, ma la prima che mi viene in mente. E se ci fosse contemporaneamente anche un idrope perilinfatico o ipertensione perilinfatica, evenienza forse ben più frequente di quando non si pensi grazie alle connessioni tra pressione endocranica, perilinfa e ADH?
Se anche la perilinfa fosse sotto pressione, questo si opporrebbe all’espansione di volume dell’endolinfa. La risonanza (che valuta il volume e non la pressione) vede tutto normale e porta a dichiarare che non c’è idrope, mentre potrebbe esserci in realtà idrope in entrambi i compartimenti creando un tale aumento di pressione da giustificare sintomi pur senza modifiche di volume degli spazi. Immaginate di guardare una mischia nel rugby.
Se entrambe le squadre stanno spingendo moltissimo e con molta forza, ma con la stessa potenza, non si ha alcun movimento, esattamente come se si stessero solo toccando ma senza spingere.
Premessa 3: Costi e Copertura SSN. Disponibilità pratica.
In Italia, il protocollo specifico per lo studio dell’idrope non è attualmente coperto da SSN (e credo nemmeno da assicurazioni private, ma non lo so) e non esiste un esame specifico richiedibile come RM per idrope con SSN. E non tutti i centri che fanno RM eseguono questo esame specifico.
Di conseguenza:
- L’esame è a totale carico del paziente (regime privato).
- Il costo medio varia tra i 400 e i 600 euro circa, stando a quel che so
- Serve trovare un centro attrezzato per l’esame e a volte spostarsi in altra città se non disponibile dove abitate.
Con queste premesse ecco dei consigli pratici che mi sembrano logici, fermo restando il diritto per ogni paziente di fare tutto quel che vuole e che ha il diritto di spendere i suoi soldi come vuole (mentre se invece pretesa dal medico, salvo che non la voglia pagare lui, dovrebbe ricordarsi che chi paga è il paziente).
Se si comprende che ai fini pratici non cambia nulla nella decisione di fare terapia non avendo alternative e non avendo l’esame certa affidabilità, l’esame diventa del tutto inutile comunque. Diverso sarebbe se avessimo la sensibilità al 100% e la certezza che se non si vede idrope, allora non ha senso fare cura per idrope anche se alla fine, cambierebbe poco perfino quello almeno all’inizio, visto che l’unica alternativa pratica sarebbe assumere neurofarmaci (e con acqua comunque per aumentarne efficacia anche su ansia e panico e riduzione fastidio percepito) quindi almeno in avvio la terapia sarebbe la stessa perfino se si escludesse l’idrope. Ma comunque a quella sensibilità al 100% non siamo nemmeno vicini. A questo punto indipendentemente da quel che segue la Risonanza per idrope non ha senso.
Se verificare l’idrope è l’unica ragione per eseguire la risonanza magnetica (ovvero se non c’è comunque anche indicazione per neurinoma) credo che considerando quanto detto sopra non abbia davvero senso, ma decidete voi in piena libertà ovviamente. Purché sappiate come stanno le cose davvero.
In tal caso la richiesta che il medico deve farvi è “Risonanza magnetica delle rocche petrose con protocollo specifico per Idrope Endolinfatico e acquisizione tardiva (4 ore post-contrasto endovena) e sequenze 3D-FLAIR” e ovviamente dovete verificare che il centro sia attrezzato per eseguirla facendo queste due specifiche domande (oltre a chiedere il costo):
- “Effettuate lo studio dell’idrope con acquisizione dopo 4 ore dall’iniezione del contrasto?”
- “Disponete di macchinario a 3 Tesla con software dedicato per l’orecchio interno?”
Se invece dovete comunque recarvi in un centro di risonanza magnetica per fare risonanza per neurinoma la cosa diventa un po’ meno illogica, fermo restando tutto quanto già detto sopra.
In tal caso:
- Si prenota la RM presso un centro (verosimilmente privato o convenzionato) che esegua entrambi i protocolli (neurinoma e idrope).
- Si effettua l’iniezione del contrasto e si acquisiscono subito le immagini per l’esclusione del neurinoma.
- Invece di andare via dopo la prima parte dell’esame, si attendono 4 ore presso il centro per permettere al contrasto di diffondersi nella perilinfa dell’orecchio interno.
- Si effettua la seconda parte (per idrope) pagando al centro solo la differenza tariffaria (quota relativa al protocollo per idrope) se la risonanza magnetica era in convenzione. Altrimenti è tutto a vostro carico.
La richiesta medica corretta deve in questo caso riportare ovviamente sia la richiesta di esclusione del neurinoma che quella per idrope, con due diverse richieste una SSN per neurinoma e l’altra privata per idrope, se la prima la fate in convenzione.
Sia ben chiaro un concetto finale però.
A me, che cerco costantemente la verità anche se spesso resta molto lontana, farebbe molto piacere, se alcuni pazienti avessere voglia di spendere soldi per fare comunque l’esame per “vedere l’idrope“, se non altro per poterlo sbattere in faccia ai molti specialisti che ancora credono che idrope sia sinonimo di Meniere e che se non hai la Meniere non hai l’idrope e hanno fattouna diagnosi basata sul nulla di “danni permanenti certi”, o che per farvi fare la TRT per acufene o farvi comprare protesi acustiche, ad esempio, hanno bisogno che non si trovi nessuna causa. Tanto molti medici, specialisti e non, nel “cum hoc propter hoc” ovvero il concetto errato che se si trova qualcosa, quella deve essere la causa di sicuro, ci cadono regolarmente.
Importante però e che non ci credano i pazienti che se l’idrope non si vede allora di sicuro non c’è, e che se si vede quella è di sicuro la causa, e che abbiate capito, che se non ci fosse, salvo spendere molti altri soldi per TRT o protesi (se non vi sono bastati quelli per la risonanza) e senza alcuna certezza di efficacia, peraltro, almeno per la TRT, non ci sono alternative al fare terapia per idrope e che la diagnosi, quando possibile si fa con la logica ragionando, non con gli esami.
Dott. Andrea La Torre
AVVISO IMPORTANTE: Il Dott. Andrea La Torre, medico dal 1989 e specialista in Otorinolaringoiatria dal 1993, attualmente residente in Cambogia, il 13 novembre 2025 ha richiesto la cancellazione volontaria, con effetto immediato, dall’Albo dell’Ordine dei Medici, per motivi che sono spiegati altrove, nella pagina dedicata a raccontare la mia storia professionale.
Pertanto l’attività medico specialistica di diagnosi e prescrizione diretta di terapia, dopo 36 anni di professione medica e 32 anni di attività specialistica libero-professionale, è interrotta definitivamente.
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