Idrope News
Il blog del Dott. La Torre
AVVISO: Alcuni articoli del Blog Idrope News riportano mie idee o ricerche o ipotesi ormai in parte superate e da rivedere o modificare, e molti sono stati scritti quando ancora esercitavo come medico prima di decidere di cancellarmi volontariamente dall’Albo (novembre 2025). Progressivamente li sto rivedendo e aggiungendo, dove si potrebbero generare ambiguità sulla mia situazione attuale, una nota di aggiornamento, quando sia troppo complesso riscrivere l’intero articolo ma l’argomento dell’articolo sia comunque attuale e interessante. Ricordate comunque di integrare sempre il contenuto degli articoli con la lettura delle pagine principali del sito.

Le cause dei disturbi dell’orecchio interno
Ho sottoposto al gruppo dei miei pazienti un sondaggio – test per vedere quali concetti relativamente alle “cause” e alla “diagnosi” dei disturbi dei quali mi occupo, tutti potenzialmente da idrope (veri acufeni, vertigini, ipoacusia dell’orecchio interno, Meniere ecc), sono chiari e quali no. Bisognava indicare quali affermazioni erano vere lasciando non selezionate quelle false, tra le 12 proposte.
Sembra che ci sia bisogno di un bel ripasso per tutti a giudicare dai molti errori. 🙂
Per ripassare e capire, oltre a questo articolo, dove vi do le risposte giuste e quelle sbagliate e ve le spiego, vi consiglio l’accurata lettura della sezione LA DIAGNOSI del sito nelle sue varie pagine.
1 – Possiamo sempre dire DOVE sta il problema, e COME (idrope o danno permanente), non la causa iniziale.
Infatti sebbene possiamo sempre (o quasi) capire da DOVE si origina il disturbo ed è vero che non siamo praticamente MAI in grado di dire la causa iniziale, non è vero che siamo in grado SEMPRE di sapere anche COME (ovvero se per idrope o per danno permanente). In caso ad esempio di veri acufeni o ipoacusia fissi, stazionari, invariabili, non possiamo assolutamente dire o sapere nulla a priori (salvo successiva efficacia evidente della terapia che renda questi disturbi reversibili) a proposito del COME (idrope o danno permanente). Vedere parte seguente.
Per capire il concetto di DOVE, COME, COSA (o PERCHE’) per questa e altre affermazioni vere o false vi consiglio di leggere QUI
2 – Non possiamo sapere nulla, né DOVE, né COME, né PERCHE’ ma nonostante questo possiamo fare una cura.
La terapia si basa proprio sul fatto che sappiamo DOVE (nell’orecchio interno) da anatomia e fisiologia del corpo umano (salvo che quel che sappiamo oggi sia vero e non cambi in futuro). E nell’orecchio interno abbiamo solo due possibilità:
– Condizione reversibile (che identifichiamo con l’idrope)
– Condizione irreversibile (che identifichiamo con danni permanenti di cellule o nervi – fibre nervose)
E per alcuni sintomi (vertigini recidivanti, fullness, disequilibrio) e per altri (veri acufeni, ipoacusia, disacusia, iperacusia) in alcuni casi (quando il disturbo è incostante e non sempre presente), sempre stando a quel che sappiamo dell’orecchio interno, siamo addirittura certi che il COME non possa essere un danno permanente ma solo l’idrope o comunque tenendoci larghi, una disfunzione reversibile idromeccanica (ovvero un problema legato ai liquidi). O comunque anche in caso di veri acufeni, ipoacusia, iperacusia sempre presenti ma variabili che non possono essere di sicuro tutto a causa di danni permanenti.
In caso di veri acufeni o ipoacusia o disacusia fissi, stazionari, invariabili di fatto il COME non lo conosciamo ed è vero che in tal caso facciamo comunque terapia senza conoscere il COME (idrope o danni permanenti) in quanto non abbiamo altra possibilità o alternativa, ma la risposta è comunque sbagliata sia perché in molti casi siamo certi che quel COME sia l’idrope, sia perché il DOVE lo sappiamo.
3 – Per poter avviare una cura per idrope dobbiamo essere sicuri che non ci sia un danno irreversibile
Infatti, se fosse vero, non potremmo fare terapia a NESSUNO, perché non potendo direttamente visitare l’orecchio interno o avere esami diagnostici per la conferma assoluta, in NESSUN CASO possiamo confermare danni permanenti. Possiamo escluderli o meglio escludere che siano la causa per alcuni pazienti e per alcuni disturbi (vedere la parte precedente), ma MAI CONFERMARE un danno permanente e soprattutto, anche se ci fosse, mai confermarlo come CAUSA.
4 – Avere una diagnosi da altri o esami che confermano l’idrope non ci dice che sia la causa
Cominciamo dicendo che, in generale, AVERE qualcosa non corrisponde da solo a poter dire che quel qualcosa sia anche la CAUSA. Se avete acufeni e vi ha punto una zanzara e avete una bella bolla sulla gamba, o avete l’unghia dell’alluce incarnita, o calcoli della colecisti, è forse quella la CAUSA?
Non è forse vero che lo stesso errore è stato fatto in modo palese con il CoViD tanto da far risultare come causato dal CoViD ogni disturbo, o perfino la morte, se positivi al CoViD?
Se altri (medici, e a volte purtroppo perfino altri pazienti) vi fanno diagnosi di idrope (il che peraltro, almeno per i medici, avviene ancora raramente) per dire che avete idrope come causa dovete essere sicuri non solo della capacità di chi lo ha “diagnosticato” di affermarlo davvero, ma soprattutto del perché questo è stato affermato. L’unico criterio valido di conferma come detto sopra è la valutazione dei sintomi e non certo gli esami. Se la diagnosi di idrope deriva da quello ok, ma altrimenti quella diagnosi precedente non ha alcun valore e potrebbe essere giusta o sbagliata ma resta basata su nulla e non dà alcuna certezza.
Peraltro, a tutt’oggi, esami di conferma assoluta dell’idrope (in vita, se esaminassero l’orecchio post-mortem in autopsia potrebbero vederlo forse ma a voi servirebbe a poco) non ne esistono.
– l’orecchio interno comunque non si può visitare quindi scordatevi che si possa VEDERE l’idrope
– la Risonanza Magnetica in teoria potrebbe evidenziare idrope ma la sua affidabilità è ancora non certa nemmeno nel confermarlo e di sicuro non nell’escluderlo. E vale quanto detto sopra circa il fatto che trovare qualcosa non corrisponde a identificarlo come causa.
– l’unico esame in teoria considerato da tutti affidabile per la conferma di idrope è l’elettrococleografia. Tutti tranne me, ormai, che dopo averne fatte circa 32.000 (su 16.000 pazienti a tutti bilateralmente, grazie a una tecnica non invasiva – ECochG peritimpanica) e aver trovato TUTTI positivi per idrope ho quindi voluto verificare studiando soggetti normali (accompagnatori dei pazienti) trovando idrope anche nel 70% di loro con quell’esame. E allora non aveva più senso farlo se non potevo nemmeno guardando gli esami distinguere il paziente dall’accompagnatore sano.
5 – Esiste il modo di escludere danni permanenti (almeno in alcuni casi) ma mai di escludere l’idrope.
Ve ne ho già parlato sopra ma preciso. Nell’orecchio interno ci sono solo
– cellule e nervi che possono dare solo disturbi fissi e non fluttuanti, costanti, stazionari e non variabili
– liquidi (il cui incremento è l’idrope) che possono dare sia disturbi fluttuanti, incostanti, variabili che disturbi fissi e non fluttuanti, costanti, stazionari e non variabili.
Visto che l’idrope può dare entrambi i tipi di disturbi e che alternative non ce ne sono tra i due tipi di disturbi, e che nessun esame diagnostico ci permette di escludere con certezza (meno che mai a tutt’oggi la Risonanza Magnetica, nonostante venga spacciata a volte come in grado di farlo) come è possibile escludere a priori l’idrope?
6 – Sappiamo sede di origine e a volte anche se il problema è reversibile o no, mai la causa iniziale
Scomponiamo la frase (questo dovrebbe essere sempre fatto quando si analizza qualcosa):
– Sappiamo sede di origine? SI (ve l’ho spiegato già e potete capire studiando il sito). Tutti i disturbi dei quali mi occupo con la sola esclusione dell’ipoacusia trasmissiva e di eventuale fullness da orecchio esterno e medio, dove possiamo comunque avvalerci di audiometria e impedenzometria in caso di dubbi, vengono dall’orecchio interno (e a volte solo da questo) o a valle di questo o dal nervo o dalle vie uditive centrali e comunque sempre dall’apparato uditivo e vestibolare.
– Sappiamo, a volte, se il problema è reversibile o no? Ma certo!! Se avete un disturbo a volte presente e a volte no, come lo definite se non “reversibile”? Non ho detto sempre ma che questo a volte lo possiamo dire è certo e ovvio! Per non parlare della reversibilità post-terapia ma qui si riferiva alla diagnosi quindi a prima della terapia.
– Sappiamo individuare la causa iniziale? NO, praticamente mai. Per quanto già detto. Trovare qualcosa o avere qualcosa o avere avuto qualcosa o la coincidenza cronologica o la semplice associazione di due cose allo stesso tempo non permette in alcun modo da solo di identificare quel qualcosa come CAUSA, e spesso potrebbe essere pura coincidenza priva di alcun valore quando non sia addirittura impossibile, per quanto sappiamo sul corpo umano, che ci sia vera relazione causa-effetto. Potete approfondire QUI.
Come sapete, vedete il lampo e solo dopo sentite il tuono. E’ allora il lampo che ha causato il tuono (e ci cascano quasi tutti quando lo chiedo in consulenza)? Assolutamente no. Sono entrambi causati da un fenomeno elettrico nell’atmosfera ma ci arrivano in tempi diversi per la maggior velocità di propagazione della luce rispetto a quella del suono!
Sommando le sue componenti l’affermazione in quella frase è vera!
7 – La causa di questi problemi è quasi sempre lo stress, che causa direttamente i sintomi
A parte che non si può definire assolutamente lo stress come CAUSA, ma semmai come possibile associazione molto frequente, di sicuro DIRETTAMENTE lo stress non causa proprio nulla. Semmai lo può fare in modo indiretto (molto indiretto visto che ci sono almeno due intermediari, ovvero aumentando i livelli di ormone antidiuretico (ADH) che a loro volta possono agire sui liquidi dell’orecchio interno, il che a loro volta può (idrope) generare sintomi, ovvero i disturbi, o i problemi, per usare il termine proposto nella frase. Che è ovviamente quindi FALSA!
8 – Un sintomo sempre presente e invariabile è quasi sempre dovuto a danni permanenti e non curabile
A quelli, per fortuna non molti, che hanno considerato questa frase vera consiglio di rileggere bene sopra, e… di non fare gli elettricisti, visto che considererebbero automaticamente come fulminata ogni lampadina solo perché non si accende mai e prima ancora di averla vista e verificato (cosa che con l’orecchio interno non possiamo fare mai!). E una persona DI SICURO morta, solo perché magari non dà notizie o non vi risponde mai al telefono.
Visto che anche un disturbo sempre presente e invariabile potrebbe comunque derivare dall’idrope (che è curabile) e visto che tantissimi sintomi irreversibili poi diventano reversibili con la cura ovvero sono CURABILI (e lo dicono anche i pazienti mica solo io), l’affermazione è falsa. E questo avviene nella maggior parte (sebbene non TUTTI) dei casi trattati correttamente e non come eccezione occasionale. Quindi questa affermazione è falsa!
C’era però, come scusante, un QUASI (messo di proposito). E la risposta di molti potrebbe riferirsi a quanto vi è stato detto da altri medici o letto in giro scritto da altri. So bene che molti medici dicono regolarmente a TUTTI (e spesso senza il quasi) che ci sono danni irreversibili incurabili a priori senza alcuna possibilità di verificarlo. Ma voi avete una testa, e studiando e capendo e ragionando e informandovi e verificando (capite perché è fondamentale farlo?), potevate e dovevate dare la “vostra” risposta, non quella degli ALTRI medici o di ALTRI in generale.
Quasi tutti i bambini europei o in generale occidentali credono e potrebbero giurare che Babbo Natale esista. Eppure non è vero!! Mai credere alla maggioranza a priori senza verificare e ragionare con la vostra testa. (E mai sposare a priori per puro spirito di ribellione o speranza il pensiero della minoranza!).
9 – Un sintomo non sempre presente e variabile non può essere da danni permanenti o non solo da quelli
E come potrebbe essere altrimenti? Come potrebbe mai una situazione già spontaneamente reversibile e non permanente avere come esclusiva e unica causa sottostante qualcosa di irreversibile e permanente? Mica vale solo per l’orecchio se ci pensate bene!
10 – La terapia per idrope non viene indicata in base alla diagnosi ma come unica terapia possibile
– La terapia per idrope viene indicata in base alla diagnosi (di idrope) e solo se si ha diagnosi certa di idrope?
NO e ve l’ho spiegato già il motivo. Visto che anche in caso, ad esempio, di veri acufeni e/o problemi di udito stazionari, fissi, invariabili la causa potrebbe comunque essere l’idrope e quindi un meccanismo reversibile e curabile (e ne siamo certi per il semplice fatto che nella maggior parte dei casi – NON TUTTI, ma cambierebbe poco se fossero anche solo alcuni, ai fini di questo ragionamento, poi con terapia si verifica la reversibilità e si ottengono variazioni, indipendentemente da scomparsa o meno totale o da possibili future recidive) perché mai non dovremmo proporre la cura anche in assenza di certezza sulla diagnosi e lasciare quel paziente con i suoi disturbi che magari potevano invece essere curati, provando a farlo? Quindi questa parte è vera nel suo affermare che la terapia NON viene indicata in base alla diagnosi.
– La terapia per idrope viene indicata in quanto unica possibile? SI
– Premessa 1: Anatomia e fisiologia (ovvero come il corpo umano è fatto e come funziona ci dicono che tutti i disturbi di cui stiamo parlando (con l’eccezione di ipoacusia trasmissiva e fullness da orecchio esterno o medio per i quali infatti non propongo certo terapia per idrope) vengono dall’orecchio interno o semmai dai nervi acustico e vestibolare o dalle vie uditive centrali. E che nell’orecchio interno (anche volendo estendere alla parte neurologica come sopra) ci sono solo due possibili meccanismi. Idrope (liquidi) oppure danno permanente delle cellule ciliate o di nervi o neuroni. Vero? A quanto al momento sappiamo è vero!
– Premessa 2: Non esiste alcuna cura possibile per eventuali danni permanenti delle cellule ciliate o di fibre nervose o neuroni. Vero? A quanto al momento sappiamo è vero!
– Conclusione (per puro sillogismo logico): L’unica terapia possibile è quella per idrope, ovvero l’unica condizione reversibile suscettibile di cura.
In realtà nonostante la validità del ragionamento e l’assoluta verità dei suoi contenuti non ho però tenuto in conto un altro elemento e non da poco.
Devo pormi un’altra domanda. Esiste la possibilità di curare e star bene anche con terapia alternative alla cura per idrope che agiscano in modo diverso dal riparare eventuali danni permanenti non riparabili? SI. Ma quali sono queste alternative?
– Per le vertigini, distruggere l’orecchio interno o chirurgicamente o con un antibiotico tossico per l’orecchio (gentamicina) con possibili conseguenze e possibile danno sull’udito o aggravamento/comparsa di acufeni o tagliando il nervo (intervento neurochirurgico anche se fatto anche da chirurghi ORL), con necessità di riabilitazione successiva a volte non semplice. E di sicuro soluzione non ripetibile anche dall’altro lato, se ci fossero poi problemi anche in questo. Per le vertigini posizionali (quelle presunte da otoliti, ipotesi a cui non credo) le manovre brusche liberatorie (Semont e altre) che però a volte possono creare problemi seri e traumi psicologici importanti (dinamofobia) e quindi da me mai proposte, seguendo la regola che nessuno deve essere mai peggiorato dall’atto medico. Oppure la ginnastica vestibolare come unica terapia (che infatti io propongo quale unica terapia ma solo quando l’unico disturbo da trattare è SOLO quello – ed è molto raro che sia così – e solo quando il paziente è in grado di farla davvero procurandosi da solo le vertigini per poi farle sparire abituando il cervello).
– Per l’udito ci sono le protesi acustiche (apparecchi acustici) anche se spesso le ipoacusie (volume) e/o disacusie (qualità) dell’orecchio interno sono difficili da gestire anche con le migliori soluzioni protesiche digitali. Molte migliaia di euro e comunque non una cura ma demandare a qualcosa di esterno una soluzione peraltro non sempre accettata dal paziente.
– Per gli acufeni, salvo eventuali benefici parziali dall’impiego dei soli neurofarmaci (che alla fine fanno comunque parte anche della terapia per idrope e che funzionano molto meglio se associati all’acqua che rende la terapia una terapia preliminare per idrope in piena regola) abbiamo solo, alla fine, la TRT (Tinnitus Retraining Therapy). Migliaia di euro, bassi risultati dal punto di vista statistico, non cura proprio nulla lasciando l’orecchio così come è, non può essere proposta a chi ha anche ipoacusia marcata o a chi ha disturbi fluttuanti o componenti psichiche importanti e per vedere eventuali risultati perfino parziali bisogna attendere almeno 18-24 mesi.
Sono VERE soluzioni da proporre come PRIMA terapia, o VERE alternative a una terapia breve, sicura, non costosa e priva di qualunque possibile conseguenza negativa oltre ad avere dimostrato elevate possibilità di successo?
Giudicate voi, ma prima di rispondere pensate se, invece che Totti o Maradona, la Roma o il Napoli avessero messo in campo me come titolare e ovviamente pure pagandomi molto di più di quanto costavano loro. Alla fine un calcio al pallone lo so dare anche io o magari, tirandomi qualcuno la palla addosso per sbaglio, per rimbalzo poi sarebbe finita in porta e avrei fatto gol. Quindi posso considerarmi per questo un’alternativa valida a Totti o Maradona?
11 – In caso di fallimento della terapia per idrope allora c’è un danno permanente incurabile
Sarebbe vera solo se io fossi Padre Pio e facessi miracoli o se anche solo la mia terapia fosse perfetta e in grado di curare SEMPRE senza eccezioni l’idrope. E di sicuro non lo è perché se fosse perfetta non avrei sentito la necessità di aggiornarla e migliorarla così tante volte nel corso di 25 anni.
Se cercate qualcuno che si è perso o è scomparso e lo cercate per tanti giorni, anzi per tanti mesi, anzi per tanti anni, senza trovarlo mai né vivo né cadavere (ricordando che nessuno può esplorare l’orecchio interno direttamente per verificare davvero), potete forse concludere che allora è SICURAMENTE morto? MAI!
12 – Nessun criterio relativo alla presunta causa iniziale permette di diagnosticare l’idrope o escluderlo
Qui non serve dire molto. Vi ho già risposto in precedenza in modo chiaro, ma ribadisco che ogni evento iniziale (quella che per molti di voi è causa) lo potete considerare causa possibile, impossibile ma mai certa. E non è certo quello che ci permette di sapere dove agire con la terapia tenendo tra l’altro in conto che non avendo la macchina del tempo, su quell’evento iniziale comunque non potremmo agire se non tuttora attivo e presente.
Dott. Andrea La Torre
AVVISO IMPORTANTE: Il Dott. Andrea La Torre, medico dal 1989 e specialista in Otorinolaringoiatria dal 1993, attualmente residente in Cambogia, il 13 novembre 2025 ha richiesto la cancellazione volontaria, con effetto immediato, dall’Albo dell’Ordine dei Medici, per motivi che sono spiegati altrove, nella pagina dedicata a raccontare la mia storia professionale.
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